Categoria: Btp

Ritorno di fiamma per i btp

Dopo l’ultimo intervento di Draghi alla Bce di Giovedi 14 Giugno i mercati dei titoli di stato si sono rassicurati e hanno iniziato subito un deciso recupero che ha generato un buon trend al rialzo, ad oggi siamo dopo 2 sedute e mezza (considerando anche in parte quella del 16) il rialzo è del 2-3% su prodotti a medio termine (15 – 20 anni). Prima di scommettere su un parziare recupero delle posizioni bisognerà aspettare almeno un’altra seduta in deciso rialzo e solo allora potremmo comprare a piene mani obbligazioni italiane mantenendole per tutta l’Estate.

Btp 5s-lega

Il fermento di questi giorni per l’accordo 5stelle e lega per un governo che promette di fare faville nei prossimi 5 anni ha preoccupato non poco il mercato dei titoli obbligazionari statali italiani a lungo termine,, in pochi giorni siamo ritornati alle quotazioni di un paio di mesi fa, nulla di preoccupante se guardiamo il grafico annuale su un prodotto a scadenza relativamente breve 14 anni

 

Come si vede graficamente lo scossone degli ultimi giorni non ha ancora rotto il trend rialzista da 1 anno a questa parte, l’unica cosa che preoccupa da questo grafico è l’aumento dei volumi  che invece non ha interessato le cadute di quotazioni di giugno 2017, sett 2017, dic 2017.

Il nostro consiglio è aspettare per questo prodotto (comunque uno vale l’altro in termini di trend anche se le barriere possono essere più o meno vicine a seconda della scadenza), prima di vendere,  la rottura del supporto poco sotto 90.

Titoli di Stato (BOT, BTP, CCT, CTZ)

  • BOT (Buoni Ordinari del Tesoro) Sono al portatore e vengono emessi ogni 15 giorni con decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, che sancisce: la scadenza, la quantità massima collocabile e la durata dell’operazione di collocamento.
    La Banca d’Italia si occupa del collocamento attraverso un’asta competitiva sul prezzo (i risparmiatori possono partecipare a tali aste tramite i lor broker).Segui un nostro investimento in tempo reale Bot scadenza 14 Sett 2007.
    Tassazione BOT
  • BTP (Buoni del Tesoro Poliennali) Titoli al portatore emessi mensilmente (trentennali) e ogni 15 gioni (tutti gli altri BTP) dal Ministero del Tesoro con un’asta marginale sul prezzo, con cadenza mensile per i BTP trentennali e quindicinale per gli altri BTP. La Banca d’Italia si occupa del collocamento imponendo un talgio minimo da 1.000 euro.

  • CCT (Certificati di Credito del Tesoro) Titoli a tasso variabile indicizzati al rendimento dei BOT semestrali o annuali. L’emissione avviene attraverso un’asta marginale sul prezzo alla quale partecipano le banche e le società di intermediazione immobiliare note alla Consob.
  • CTZ (Certificati del Tesoro a Zero coupon) Titoli a tasso fisso. Collocazione con asta marginale sul prezzo.

    Vi consiglio di non comprare mai a “mercato” i BOT (o gli altri titoli di stato), fissare un prezzo (tipo come si fa per le azioni e valutare anticipatamente quanto si guadagnerà in base al prezzo di entrata: a volte risulta conveniente comprare titoli già venduti all’asta e trattati normalmente sul mercato con scadenze varie. In ogni caso i titoli di stato è meglio comprarli/prenotarli al borsino della propria banca, se si ha un pò di fortuna si riescono ad acquistare solitamente circa 1/3 dei pezzi prenotati senza pagare la commissione bancaria (mediamente del 0,185% tranne nei casi in cui è fissa – fineco ha una commissione di 9 euro)

    Alcune banche offrono l’opportunità ai propri di clienti di acquistare titoli di stato in asta direttamente da casa, Fineco è un esempio, il cliente senza recarsi in filiare può comodamente partacipare alle aste periodiche e per i titoli a medio lungo termine non pagare nemmeno la commissione. Per i BOT invece è revista una commissione commisurata alla durata residua del titolo

    DURATA RESIDUA COMMISSIONI RELATIVE
    fino a 80 giorni 0,025%
    da 81 a 170 giorni 0,050%
    da 171 a 330 giorni 0,075%
    oltre i 331 giorni 0,10%

    Il cliente può cercare da solo le aste in corso presso il sito del Ministero del tesoro dedicato alle ipo (sezione investing accedere a ipo center).

    Ricordiamo che per l’acquisto di titoli di stato è richiesta una commisione bancaria che può essere salatissima se si acquista sul MOT tramite borsino della banca (anche fino allo 0,5%), per gli acquisti online tale commissione scende fino a valori intorno allo 0,2%; infine, chi acquista all’asta titoli di stato non paga alcuna commisione bancaria, sarà lo Stato a rimborsare la commissione dovuta alla banca (ricordiamo che non tutte le prenotazioni di acquisto all’asta vengono soddisfatte, spesso la domanda supera abbondantemente l’offerta).

    Novità in tema di titoli di stato: CCTeu (CERTIFICATI DI CREDITO DEL TESORO INDICIZZATI ALL’EURIBOR): titoli a tasso variabile per cui è prevista una durata, di norma pari a 7 anni e non inferiore ai 5 anni. Le cedole semestrali sono indicizzate al tasso Euribor 6 mesi. Per questa nuova tipologia di titoli (prima emissione Giugno 2010) è previsto il collocamento nell’asta di fine mese. Secondo le indicazioni del Ministero dell’ Economia e delle Finanze questi titoli andranno a sostituire nel tempo gradualmente i CCT.

    BTPi (BUONI DEL TESORO POLIENNALI INDICIZZATI ALL’INFLAZIONE EUROPEA): titoli che hanno il capitale rimborsato a scadenza e le cedole pagate semestralmente rivalutati sulla base dell’Indice Armonizzato dei prezzi al Consumo dell’area euro al netto dei prodotti a base tabacco. Solitamente sono collocati nell’asta di fine mese.

 

Prezzo tel quel e corso secco

Chi deve acquistare btp si trova “due” quotazioni, il prezzo corso secco e quello tel quel; solitamente le quotazioni di borsa indicano il prezzo corso secco cioè il valore scorporato dal rateo interessi maturato fino a quel momento. Le due quotazioni coincidono solo al momento dello stacco della cedola semestrale, da quella data il prezzo tel quel sarà sempre superiore al prezzo corso secco fino a raggiungere una differenza massima pari alla percentuale della cedola il giorno “dello stacco” della cedola stessa.
Chi acquista un btp il giorno prima della cedola deve sommare alla quotazione corso secco una percentuale praticamente pari alla cedola che gli verrà restituita il giono dopo (non c’è ne perdita ne convenienza nell’operazione quindi non fatevi tentare dall’idea di acquistare per incassare la cedola perchè la pagate praticamente in fase di acquisto e vi viene restituita qualche giorno dopo, stessa cosa per chi vende, incassa praticamente la cedola quasi intera).

Comprare sopra o sotto la pari

L’investimento in btp richiede il rispetto di una serie di condizioni operative e “psicologiche”, l’acquisto può essere fatto “sotto la pari” o “sopra la pari” (quotazione sotto cento o sopra 100).

Chi acquista sopra la pari deve essere consapevole che il riferimento finale è sempre 100 (a scadenza sarà rimborsato al prezzo di 100), la “distanza” dal riferimento deve essere congrua alla durata residua del btp prima della scadenza ; ad es. se un btp quota 130 e scade dopo 5 anni deve garantire un rendimento signifativo per essere appetibile; se è previsto un rendimento lordo del 8% annuo e si decide di portarlo a scadenza si guadagnerà: tassazione 12%, cedola annuale netta circa 7,1% su quota 100, l’obbligazione perderà 30 punti (da 130 a 100) cioè 30/130= 23%, il gadagno sarà del 35% netto in 5 anni, sottraendo la diminuzione di valore dell’obbligazione resterebbero 12% netto in 5 anni, circa il 2,4% netto in un anno per 5 anni restanti (potrebbe succedere che la quotazione mantenga 130 per un anno, in questo caso deve valutare l’ipotesi di uscire subito dopo aver preso il 7% di interessi).

CEDOLA

Lo stacco della cedola per i btp è sempre un momento di piacere per il risparmiatore, le cedole solitamente sono semestrali quindi viene accreditato dopo un paio di giorni lavorativi rispetto alla data prevista dal btp la metà della somma netta spettante. La cifra accreditata sul conto corrente abbinato al dossier titoli viene detratta già del capital gain (12,5% di tassazione, se il regime scelto è “amministrato” dalla banca).
Unico dubbio che mi era sorto per la cedola riguardava il pagamento delle tasse per chi acquista lontano dallo stacco delle cedole; al momento dell’acquisto si paga il prezzo tel quel (quotazione più carico del rateo lordo in corso) al lordo dell’interesse in corso, le tasse si pagheranno allo stacco della cedola per tutta la cifra prevista: in poche parole pago il rateo lordo e poi pago le tasse sulla cifra che ho speso in più, lo Stato mi rimborserà solo il netto del rateo interessi.
Ad es. se il rateo interessi al momento dell’acquisto di 1000 btp quotato 100 con cedola semestrale del 3% è del 2%, pagherò 1020 euro, allo stacco della cedola riceverò 30 euro – 30*0,12= 26,4 euro netti.

Btp Day

OPERATIVITA’ DI BORSA ONLINE

Quando a fine 2011 la crisi del debito nella zona euro e in particolare per l’Italia ha raggiunto l’apice (spread sui bund tedeschi a 571 punti base), alcune persone hanno proposto soluzioni alternative per dare sollievo a tale stress sul credito sovrano, si è pensato che i cittadini italiani acquistando btp (con un tasso di interesse di periodo al 7%) potessero da una parte fare un buon investimento nel medio lungo termine e dall’altra salvare il proprio paese da un default dalle conseguenze incalcolabili per l’intera Europa.
Tra fine Novembre ed inizio Dicembre sono stati fissati diversi btp day, giornate in cui molti italiani hanno fatto shopping acquistando titoli di stato italiani senza pagare commissioni (le banche hanno aderito a tali iniziative rinunciando alle commissioni). Un analisi a posteriori su tali iniziative (Marzo 2012) ci porta a dire che tutti quelli che hanno acquistato hanno guadagnato sulla sola quotazione mediamente un 15-20% (a cui va aggiunto la quota sulla cedola di periodo). Chi ha osato investendo in un momento così delicato scommettendo sull’Italia è stato ampiamente ripagato.

Buoni poliennali del tesoro

 

 

Esempio BTP- MG31 6% (descrizione) In una scheda prodotto vediamo quali ono i dettagli tecnici di questo prodotto finanziario approfondendo quelli più indicativi che effettivamente possono essere utili nell’operatività nell’ottica di trading sui titoli di stato.

Prezzo ultima contrattazione: quotazione a cui si è concluso 
l'ultimo contratto sul mercato secondario

Orari ultima contrattazione: ora in cui si concluso l'ultimo contratto

Miglior Denaro: prezzo maggiore di chi vuol comprare 
(operando anche con una piattaforma semplice, ad es. qulla che offre 
fineco alla clientela base, è possibile evidenziare un book a 5 livelli).

Migliore Lettera: il prezzo più basso per chi vuole vendere

Volume ultima contrattazione: quanti pezzi 
(multipli di 1000) sono stati scambiati nell'ultimo contratto

Minimo: minimo raggiunto dalla quotazione durante la contrattazione giornaliera

Valore massimo: massimo della quotazione durante la contrattazione.

Apertura: quotazione del titolo all'apertura del mercato 
(ricordiamo che in apertura e in chiusura si opera attraverso un'asta)


Chiusura: ultima quotazione della giornata.


Volume miglior denaro: 
massimo numero di pezzi scambiati quando 
il prezzo è stato fissato da chi compra

Miglior volume lettera: 
massimo numero di pezzi scambiati quando 
il prezzo è stato fissato dal venditore.

Market : mercato di scambio, solitamente il MOT



Acquistare Buoni poliennali del tesoro

Continua il nostro percorso di analisi dell’investimento in titoli di stato a tasso fisso con durata superiore ai 3 anni, in poche parole dei buoni poliennali del tesoro; ci occupiamo del dossier titoli e di come vengono presentate le performance dei btp.
Facciamo riferimento al dossier di Credem nella sezione “portafoglio attuale”, viene riportato il prezzo di acquisto (non tenendo conto di alcun rateo) e la quotazione secca corrente (prezzo di mercato), la data di acquisto, la quantità in portafoglio (1000pz in su), eventuali ordini di acquisto o vendita in corso (è quanto di questi sono stati eseguiti), il prezzo di carico (prezzo di acquisto del btp escluse le tasse ad es commissione bancaria), plusvalore o minusvalore generato dal momento dell’acquisto (in guadagno o in perdita), % dell’investimento in btp sul totale di tutti gli investimenti presenti del dossier (azioni, titoli di stato con durata minore a 3 anni – bot e ctz), numero del dossier; dalla differenza tra il “controvalore” e il “prezzo di mercato” si può avere un’idea del rateo interessi maturato fino a quella data senza calcolarlo teoricamente.
Unico suggerimento nel fare trading sui btp è quello di verificare il prezzo tel quel, quello che cioè riceverete effettivamente dalla vendita (compreso il rateo interessi generato fino a quel momento, ricordiamo che il rateo viene calcolato e aggiornato e maggiorato quotidianamente); con credem non è possibile evidenziare tale cifra se non ad eseguito avvenuto, spesso conviene aprire un book sul btp in questione (ad esempio con fineco) e vendere nelle migliori condizioni.

Acquistare Buoni poliennali del tesoro

Analizziamo la situazione che si presenta a vuole acquistare un Btp:

Titolo BTP 01FB37 4 
Mercato MOT  
Qtà denaro 20.000 
Pzo denaro (corso secco) 81,080 
Pzo lettera (corso secco) 81,280 
Qtà lettera 20.000 
Rateo 0,56354 
Pzo denaro (Tel quel net) 81,573 
Pzo lettera (Tel quel net) 81,773 
Qtà in Portfolio 0 

Questo è lo scenario al 21/03/2011
La differenza tra chi acquista e chi vende al prezzo tel quel è di 2 euro, il corso secco non tiene conto del rateo maturato, consideriamo la quotazione in denaro: spread tra prezzo tel quel (quello che effettivamente pago se voglio acquistare, tel quel = corso secco + rate interessi) e corso secco è di 493 millesimi che in termini percentuali riportati al corso secco corrispondono al 0,608% in più.

Rateo interessi maturati

56/184 * 2= 0,608% (49 giorni dallo stacco dell’ultima cedola del 1 Febbraio 2011 + 7 giorni data valuta – vanno sommati anche i giorni di lavorazione della valuta -, 184 sono 6 mesi del primo semestre, 2 sono metà del valore lordo del rendimento annuale), al rateo interessi va applicata la trattenuta del 12,5%.
Il rateo interessi aumenta quanto più ci avviciniamo allo stacco della cedola (il prezzo tel quel e il corso secco si discostano sempre più), chi vende prima dello stacco in realtà già sta assorbendo l’interesse maturato e chi acquista paga un prezzo comprensivo di cedola (anche se materialmente l’incassa però la sborsa come differenza corso secco e tel quel) .