Categoria: Buoni Postali

Buoni Fruttiferi Postali 3×4. emessi nel periodo di crisi

 

Rappresentano un buon investimento per chi intende farlo avendo come orizzonte temporale il medio lungo termine, questi nuovissimi buoni postali di Poste Italiane prevedono un rendimento in termini di interessi attivi crescente nel tempo, la dicitura indica la modalità di incremento del tasso riconosciuto e la durata massima dell’investimento; i buoni hanno durata massima di 12 anni, l’incremento del tasso è riconosciuto al compimento del terzo, sesto, nono e dodicesimo anno (attualmente – dato marzo 2012 – si parte dal 2,75% lordo e si arriva al 4,30% lordo).
Non rappresentano un deposito vincolato e possono essere riscattati in qualsiasi momento, dal terzo anno in poi, in caso di riscatto viene riconosciuto il tasso di interesse della scadenza intermedia per ciascun anno trascorso (chi riscatta al 4° anno ad es. avrà il 2,75% lordo per ciascun anno trascorso, chi riscatta al 2° anno avrà solo il capitale). Gli interessi sono fissi e vengono stabiliti in base alla serie di emissione (noi ci stiamo riferendo alla Serie T06 (condizioni in vigore dal 1° marzo 2012))
Il 3×4 sta per interessi che si incrementano ogni “3” anni per “4” volte (12 anni in tutto come durata massima).

In una recente promozione televisiva dei buoni postali di poste italiane, veniva promosso un tasso crescente dal 3 al 5%; la pubblicità mandata in onda a Novembre 2012 rispecchiava il bfp 3×4 serie di Novembre, in particolare il 5% era riconosciuto agli investitori al 12 anno, ultimo periodo di validità del buono.

Attualmente questa tipologia di buono è emessa con un tasso incrementale che consente un premio per chi mantiene l’investimento fino alla scadenza del dodicesimo anno, 1.4% lordo esclusi bolli.

Buoni Fruttiferi Postali Indicizzati a scadenza.

Offrono le stesse garanzie dei buoni fruttiferi ordinari ma consentono una maggiore crescita del capitale, lo spread del rendimento rispetto ai buoni ordinari è rapprentato dalla possibilità di un premio aggiuntivo.
Di durata max 7 anni (quelli ordinari 20 anni) esistono in forma “dematerializzata” (non cartacea) del taglio di 250 euro e multipli (500, 750, 1000, 1250 etc); il risparmiatore che investe in tale strumento intascherà il capitale garantito, un rendimento fisso garantito (alla scadenza dei 7 anni può arrivare al 14% lordo complessivo) ed un eventuale premio aggiuntivo che alla scadenza dei 7 anni potrebbe arrivare fino al 30% lordo (tale premio è legato alla performance dell’indice azionario Dow Jones Euro Stoxx 50 – il max sarà rimborsato se tale indice si apprezza del 30% in 7 anni).
Per chi decidesse di rientrare prima della scadenza del capitale investito ci sono questi scenari: prima dei 18 mesi dalla sottoscrizione si riceve solo il capitale investito; dopo i 18 mesi capitale e interessi garantiti, alla scadenza dei 7 anni capitale, interessi garantiti ed eventuale premio.

 

Attualmente questi buoni non sono più emessi

Confronto tra 2 investimenti apparentemente simili

Buoni Fruttiferi Postali BFP7insieme o meglio gli equivalenti btp.

Il dubbio su cosa ci debba far optare per un buono postale fruttifero 7 insieme rispetto ai tradizionali buoni ordinari pluriennali del tesoro? i btp sono obbligazioni emesse dallo Stato italiano per coprire il debito pubblico, riconoscono un rendimento fisso, attraverso il pagamento di una cedola semestrale, sono soggetti ad oscillazione della quotazione di mercato, emessi a 100 possono durante il corso della loro validità essere sotto o sopra tale valore a secondo del rendimento netto che garantiscono e del sentiment di mercato.
Se i dovessi acquistare in data 21 Marzo 2012 10000 euro in bfp7insieme e 10000 euro in btp di pari durata (abbiamo scelto quello con scadenza 1 Febbraio 2018 4,5 quotato a 101,75 durante la stesura di questo articolo) entrambi a rendimento fisso con quale strumento finanziario andrei a guadagnare di più (visto che il rischio è praticamente equivalente)?.
Analizziamo il bfp7insieme che con la Serie S03 (condizioni in vigore dal 1° marzo 2012) riconosce il 4% netto per tutto il periodo fino a scadenza (21 Febbraio 2018), in questo caso ogni anno riceverei una porzione di capitale pari al rendimento lordo fissato al 4,5% (in pratica 450 euro per 7 anni), alla scadenza, riceverei la restante parte di capitale (complemento a 10000 euro) + gli interessi annuali al 4% netto: 13125 euro lordi (le imposte devono essere applicate agli interessi riconosciuti di 3150 euro).
Se acquistassi 10000 euro in btp 1FB18 4,5 avrei 9828 pezzi (alla quotazione odierna di 101,25, sopra la pari), da un report tabellare di Fineco Bank in questo stesso istante risulta un rendimento netto per tale btp di 3,619% (cedola del 2,25% lorda). Alla scadenza del 1 Febbraio 2012 incasserei 9828 euro dal riscatto dei btp da sommare alle cedole semestrali di interessi incassate in ogni periodo: 450 euro lordi per 7 anni (3150 euro). L’imposta sui btp è del 12% sui buoni postali è del 20%, tradotta in cifre è di 378 euro per i btp e di 630 euro per i buoni postali.

Le commissioni che si applicano sulle transizioni finanziarie sono mediamente di 18 millesimi percento, nel nostro caso di 18 euro per i btp e nulla per i buoni postali; investendo 10000 euro in buoni postali 7insieme incasserò il 21 marzo 2012 12550 euro netti, investendo 10000 euro in btp 1FB18 4,5 incasserò a scadenza 12582 euro al netto delle imposte.
Non si tratta dei soli 32 euro di differenza a premio per i btp, è la modalità di riconoscimento degli interessi che è diversa, nel caso dei buoni postali il confronto regge solo se porto a scadenza l’investimento, in tutti gli altri casi essi sono infruttiferi, per i btp potrei incassare in ogni momento quanto investito con gli interessi che già mi vengono riconosciuti giorno per giorno (quotazione tel quel) e pagati ogni 6 mesi, se al momento del disinvestimento la quotazione è la stessa (per fare un confronto) di quella all’acquisto per avere il rendimento netto devo togliere altri 18 euro della vendita e porto a casa capitale e interesse da cedola, si potrebbe verificare però che al momento della vendita la quotazione sia molto più bassa di quella di acquisto (cosa che si è verificata durante questa fase di crisi dei debiti sovrani) e potrei perdere del denaro (anche parte del capitale), cosa che non può succedere per i buoni postali.

E se avessimo acquistato un anno fa -Marzo 2011 – (solo per ipotesi visto che questi buoni postali non erano proprio venduti) e avessimo avuto a fine 2011 necessità di disinvestire?
Con i buoni postali avremmo recuperato l’intero capitale senza alcun interesse, con i btp avremmo incassato almeno una cedola semestrale (mediamente del 2,5%), pagato commissioni in entrata ed uscita ma avremmo perso quasi il 20% di capitale vista la crisi del debito sovrano italiano (il calo medio della quotazione rispetto ad inizio anno è stato tra il 15 e il 20%).
Quindi come potete osservare gli investimenti sono diversi e offrono performance diverse, è difficile fare un confronto reale.

Nota: dal 1 Aprile 2012 i rendimenti di questi buoni sono scesi di mezzo punto percentuale (sia il lordo che il netto), la serie con i rendimenti descritti in questa pagina non è più disponibile.
E’ consigliabile cogliere le occasioni dei buoni fruttiferi postali “al volo” possibilmente entro il 20 del mese, infatti le nuove serie iniziano sempre dal 1 del mese successivo e ci potrebbero essere dei ritocchi al ribasso.

Buoni Fruttiferi Postali BFP7insieme.

Per chi vuole investire il proprio denaro per 7 anni ad un tasso fisso conveniente e stabilito preliminarmente ci sono i buoni postali 7 insieme, sono dei buoni innovativi che consentono di avere un costante flusso di denaro ogni anno (proveniente dalla parziale restituzione di un’aliquota del capitale pari all’interesse annuale lordo riconosciuto), “la cedola” costituita da solo capitale viene regolarmente restituita all’investitore che riceverà l’interesse annuale pattuito solo se porterà a scadenza l’investimento (infatti i buoni risultano del tutto infruttiferi se riscattati in qualsiasi momento prima della scadenza dei 7 anni dalla sottoscrizione). Alla scadenza saranno rimborsati: capitale residuo + interessi annuali maturati (detratta l’imposta sui soli interessi).
Il rischio per questo tipo di buoni è quello di non poterli portare a scadenza e non aver riconosciuto alcun interesse (il capitale viene in tutti i casi restituito integralmente).

Attualmente rendono il 4% netto/annuo (4,5% lordo); esempio con modalità di restituzione: investimento di 10000 euro (Serie S03 (condizioni in vigore dal 1° marzo 2012)), alla scadenza del primo anno vengono restituite al cliente 450 euro e così per ognuno dei restanti anni fino alla scadenza (circa 2700 euro di capitale); alla scadenza saranno restituiti i 7300 euro restanti di capitale + gli interessi annuali (circa 3150 euro lordi).
E’ un prodotto finanziario che è stato strutturato come un btp ma che presenta la sostanziale differenza che la “cedola” annuale è di capitale e non di interessi.

 

Lo ricordiamo come uno dei migliori prodotti con rendimento molto alto, i primi bfp 7 anni insieme scadranno nel 2019 e gli ultimi nel 2021, chi ha investito in questo periodo sta incassando cedole del 4,5% netto mediamente.

Buoni Fruttiferi Postali 3,50.

 

I nuovissimmi buoni postali 3,50 sono altamente remunerativi, rappresentano uno strumeno di investimento nel medio termine, non sono vincolati ma rendono solo alla scadenza dei 36 mesi, se vengono riscattati prima non prevedono il riconoscimento di interessi, attualmente – dato Marzo 2012 – rendono il 3,5% lordo. Sono disponibili solo nella versione dematerializzata (acquistabili sia allo sportello postale addebitandoli su libretto, sia per chi ha un conto corrente click direttamente da casa).
Tra i buoni postali è uno degli esempi di premio nel rendimento se incassati a scadenza, i diciotto mesi plus si basano sullo stesso principio ma la scadenza è ridotta a 18 mesi e il rendimento è di mezzo punto lordo in meno.

Nota: dal 24 Marzo 2012 questi buoni non sono più disponibili, non sono stati sostituiti da prodotti simili; chi è riuscito ad acquistare ha fatto un buon investimento.

Buoni Fruttiferi Postali a 18 mesi.

 

Adatti agli investitori che intendono vincolare il proprio denare nel medio periodo di tempo, offrono alla scadenza (max 18 mesi, ma anche a tappe intermedie di 6 e 12 mesi) un rendimento sicuro (oltre al capitale investito).
Esistonoin due forme: cartacea (partono da un taglio di 50 euro a salire); forma “dematerializzata” (partono da un taglio di 250 euro e multipli a salire – 500, 750, 1000, 1250 etc).
Per tali investimenti non sono previste spese aggiuntive (bolli o commissioni varie).
Gli interessi riconosciuti sono:
prima dei sei mesi dalla sottoscrizione viene riconosciuto solo il capitale
dopo i primi 6 mesi: capitale + interessi del 2,45% annui lordi
dopo il primo anno: capitale + interessi del 2.72% annui lordi
alla scadenza dei 18 mesi: il capitale + interessi 3.11% annui lordi.
I tassi riporati si riferiscono ai rendimenti effettivi annui lordi.
Tali tassi si riferiscono solo all’ultima serie emessa (la 18Z), l’ultimo ritocco al rialzo è stato del 1 Ottobre 2007.

Da una verifica all’ufficio postale ho potuto constatare che in assenza dei buoni cartacei (spesso allo sportello ne sono sprovvisti) è possibile acquistare buoni indicizzati a 18 mesi in forma dematerializzata, l’operazione viene condotta su depositi presenti su conto banco posta o libretti postali.
Riassumendo, se avete dei risparmi sul libretto postale e volete avere degli interessi maggiori, acquistate dei buoni postali dematerializzati a 18 mesi con tutto o parte del denaro che avete sul libretto (multipli di 250€), vi verrà rilasciata una ricevuta a conferma dell’operazione; a termine dell’investimento (6, 12 o 18 mesi) il denaro + gli interessi maturati vi verranno riaccreditati sul libretto postale.

 

Oggi non sono più emessi.

Buoni Fruttiferi Postali a 18 mesi plus.

 

 

I nuovissimi buoni postali a 18 mesi plus offrono rendimenti più elevati rispetto ai tradizionali 18 mesi, mentre i buoni classici a 18 mesi rendono un minimo già dalle scadenze semestrali e annuali, i buoni a 18 mesi plus rendono solo a scadenza, se si decide di riscattare prima i buoni, prima dei 18 mesi, non si riceve nulla come interesse; se invece si riesce a portare a scadenza si riceve un premio rispetto ai tradizionali 18 mesi di 28 centesimi percentuali (ad es. – Marzo 2012 – il 18 mesi rende al netto il 2,04% il 18 mesi plus il 2,32%).

Ricordiamo che i bfp 18 mesi non possono essere dati in pegno.

 

Oggi non sono più emessi.

Buoni Fruttiferi Postali indicizzati all’inflazione.

Investimento ideale per chi si preoccupa di non perdere il potere d’acquisto del proprio capitale liquido, questi buoni postali hanno una durata max di 10 anni.
Dopo i primi 18 mesi vengono riconosciuti al cliente che intende svincola il denaro: il capitale investito; un rendimento fisso cd rendimento reale che è crescente nel periodo di 10 anni (parte da 0.4% dal primo anno fino ad arrivare al 1.85% al decono anno – cd tassono nominale annuo lordo); il “recupero” (del potere d’acquisto) calcolato sia sul capitale che sull’interesse reale già maturato negli anni precedenti, tale recupero è fissato al 100% dell’inflazione istat italiana di tutto il periodo dell’investimento (viene esclusa la componente tabacco).
Ad es. la serie emessa la I21 gode di queste condizioni suddette.

Buoni Fruttiferi Postali per minori.

Spesso i genitori o i nonni non sanno cosa regalare ai propri figli o nipotini, il solito giocattolo fa sicuramente piacere al bambino che spesso si stanca dell’oggetto in pochi giorni (o ore) e lo abbandona,
Un regalo che sicuramente può considerarsi meno piacevole al momento per il ragazzo ma molto utile quando avrà delle spese vive (studio, affitto, uscite la sera, costo auto etc) è il buono postale fruttifero per minori.
Questo prodotto di poste italiane è stato strutturato prevedendo interessi crescenti fino ad un max di 18 anni (la maggiore età se il buono è stato fatto il primo anno di vita). A sottoscriverlo possono essere i genitori o parenti in genere, amici di famiglia purchè maggiorenni; i prodotti possono essere intestati a persone fino (no cointestati ad adulti) a 16 anni e mezzo di età e all’incasso danno diritto al capitale più gli interessi (maturati in almeno 18 mesi). Sono sicuramente più convenienti in termini di interessi di un buono ordinario, vengono rimborsati solo al compimento dei 18 anni o anticipatamente su autorizzazione del giudice tutelare, taglio minimo di 50 euro e esenti da commissioni e spese varie.

Un buono intestato ai minori riporta già sul frontespizio l’importo che si incasserà a scadenza, in particolare le ultime serie di Ottobre 2012 con un buono da 1000 euro scadenza 2027 (intestato ad un bimbo di 3 anni) renderà a scadenza 2.318 euro con 164 euro di imposte che al netto delle ritenute fiscali diventano 2.154 euro. Ricordiamo un aspetto carino da utilizzare nel momento della sottoscrizione, la possibilità di poter far scrivere sul buono una sorta di “dedica”, ad esempio “regalato da papà”.

Buoni Fruttiferi Postali.

 

Sono un prodotto esclusivo di poste italiane che nel caso di buoni ordinari hanno una durata di 20 anni (entro tale termine bisogna riscattarli), garantiscono un rendimento (guadagno annuale) fisso e crescente nel tempo (il tasso di interesse riconosciuto aumenta col passare degli anni di deposito). Attualmente (Maggio 2015), non rendono quasi nulla per i primi anni (buoni ordinari), gli interessi bisogna valutarli sul medio lungo termine, il prodotto migliore resta quello a 7 o 12 o 16 anni, è consigliabile portarli a scadenza per valorizzare al massimo i guadagni.

Varie tipologie di buoni fruttiferi disponibili agli sportelli:
Buoni Fruttiferi Postali ordinari
Buoni Fruttiferi Postali indicizzati a scadenza
Buoni Fruttiferi Postali a 18 mesi
Buoni Fruttiferi Postali 3,5%
Buoni Fruttiferi Postali 3×4
Buoni Fruttiferi Postali 7insieme
Buoni Fruttiferi Postali a 18 mesi plus
Buoni Fruttiferi Postali indicizzati all’inflazione (agganciati all’indice di riferimento FOI)
Buoni Fruttiferi Postali per i minori (più convenienti degli ordinari)

Vogliamo segnalare la nostra esperienza positiva con i buoni fruttiferi postali dematerializzati acquistati online, è molto semplice operare direttamente da casa e investire in buoni di tutti i tipi e in tutta sicurezza (la disposizione di acquisto e di vendita viene data attraverso l’uso della carta bancoposta abilitata da inserire nell’apposito lettore di chip fornito da poste italiane, durante la procedura di acquisto e di vendita viene anche richiesta la password utente; la procedura sembra al riparo da frodi informatiche). Si procede in qusto modo: si sceglie il tipo di buono e l’importo, si inserisce la carta nel lettore, su internet compare un id dell’operazione, questo numero deve essere digitato sul tastierino del lettore, a questo punto il lettore richiede la password, si digita ok e il display fornisce due gruppi di 4 numeri da digitare negli appositi spazi online, l’operazione viene conclusa cliccando su invio.

Un’opportunità da non trascurare che offrono esclusivamente i buoni fruttiferi dematerializzati è il rimborso parziale di un buono, se avete bisogno solo di parte del valore del buono (ad esempio un buono di 2000 euro ed avete bisogno di 1000 euro) e non volete perdere la possibilità di continuare a guadagnare l’interesse attivo corrisposto, potete richiedere il rimborso parziale del buono; l’operazione può essere fatta allo sportello o direttamente online per i correntisti di bancopostaclick.