Categoria: Futures ed Opzioni

Opzioni.

Le opzioni sono dei contratti finanziari che danno al sottoscrittore il diritto, non l’obbligo, di acquistare (si parla di opzione put) o di vendere (si parla di opzione call) un sottostante determinato (azione, obbligazione, indice, valuta, future) ad un prezzo prefissato a priori (detto prezzo d’esercizio o strike price) in cambio del pagamento di un premio (una sorta di assicurazione per proteggerci da eventiali rialzi o ribassi di uno strumento finanziario che potrebbe danneggiare il nostro investimento primario).
Le opzioni possono essere di titpo europeo o americano, nel primo caso il diritto deve essere esercitato entra la giornata di scadenza, nel secondo caso può essere esercitato in qualsiasi momento; le opzioni sul benchmark sono di tipo europeo, quelle sulle azioni sono di tipo americano.

Il prezzo che viene pagato per la sottoscrizione, o premio, rappresenta l’importo massimo che si può perdere e si calcola moltiplicando il valore del prodotto finanziario sottostante per il lotto minimo acquistabile (il lotto minimo è funzione dello strumento e del suo prezzo, mediamente tale prodotto si aggira sui 2000-2500 euro), nel caso di benchmarch viene attribuito di 2,5 euro ad ogni punto dell’indice.
Lo strike price rappresenta il prezzo del sottostante al quale l’investitore può esercitare il diritto acquisito, si possono prefigurare diversi scenari per le opzioni put e call al momento della sottoscrizione:

  • CALL
    • in the money – il valore del sottostante è superiore allo strike price
    • out of the money – il valore del sottostante è inferiore allo strike price
  • PUT
    • in the money – il valore del sottostante è inferiore allo strike price
    • out of the money – il valore del sottostante è superiore allo strike price

Spesso le opzioni call e put sono importanti quando non sono solo di titpo speculativo ma di copertura rispetto al prezzo di un bene, in particolare per le materie prime rappresentano una specie di assicurazione che si paga in termini di commissione per potersi garantire il prezzo a una determinata scadenza temporale.
Analizziamo l’opzione call, viene acquistata dall’investirore che prevede un aumento del prezzo del bene o dell’azione di cui l’opzione fa da sottostante, acquistanto tale opzione di acquisisce il diritto all’acquisto del titolo dietro il pagamento di un premio (che è il prezzo della stessa opzione). L’investitore in questa operazione può generare una perdita limitata al massimo dall’entità del premio e la commissione bancaria prevista, viceversa non c’è limite al guadagno.

L’investitore che prevede un ribasso del prezzo del bene può acquistare un’opzione put per proteggersi, il guadagno massimo che si può avere è rappresentato dall’entità del premio + commissioni mentre non c’è limite alla perdita che si potrebbe generare.

Contratti Future

E’ una sorta di scommessa previsionale su cosa succederà in futuro ad un’attività reale o ad uno strumento finanziario, alla sottoscrizione si fissa quanto si pagherà alla scadenza e in che ammontare di pz.
Esempio di contratto future sul cambio euro dollaro: vendere 10000€, convertendoli in dollari USA, a 1.30 (€/$) il giorno 31 Gennaio 2007; se a tale data il valore dell’euro sarà inferiore a 1.30 avrò guadagnato sullo spread (salvo commissioni).
Altre info sui contratti Future: possono essere considerati dei contratti standard su attività reali (vedi commodity – oro, metalli in genere – caffe etc) o finanziarie; investo acquistando future quando mi aspetto una crescita del titolo o attività sottostante, viceversa vendo future quando mi aspetto un ribasso del sottostante.
Spesso i derivati più che essere delle forme di investimento vere e proprie sono forme di protezione che hanno l’onere di attutire le oscillazioni del sottostante, l’elevata volatilità di prezzo (dovuto al numero esiguo di pezzi) ne fanno uno strumento finanziario ad alto rischio che richiede una conoscenza approfondita prima di un effettivo utilizzo.
La Clearing House controlla il mercato dei Futures, il suo compito è quello di essere una controparte sia per l’acquirente che per il venditore, il valore del future viene ricavato dalla differenza tra il prezzo nominale e attuale dell’attività sottostante.
Il corrispondente mercato future dei titoli del mib30 è il fib30, l’acquirente all’atto dell’apertura finanziaria di acquisto di contratti future cede in via precauzionale il 7.5% della somma investita alla clearing House (che fa da garante di solvibilità al venditore), la stessa Clearing house si occupa di trasferire quotidianamente le perdite e i ricavi dovuti alle oscillazioni di prezzo dall’acquirente al venditore o viceversa.