Categoria: Glossario

Indice di accumulazione e distribuzione

 

Accumulazione e Distribuzione
I mercati possono seguire andamenti che spesso vanno in controtendenza rispetto a singoli settori (bancari, telefonici, tecnologici new economy, assicurativi etc), i singoli titoli possono vivere fasi svincolate dai singoli settori: ad esempio ci potrebbero essere dele ricorperture da parte di gestori di fondi su detemianati titoli, si parla di “fase di Accumulazione” quando, nell’ottica di un ragionamento intraday (cioè in una singola giornata di contrattazione), si registra un momento di pausa delle contrattazioni, segnale che a breve si avrà un movimento al rialzo del titolo da cogliere al volo con un entrata/uscita fulminea.
L’oscillatore che ci segnala tale fase è l’A/D (accumulazione distribuzione), un valore alto di tale rapporto indica una fase di accumulazione, viceversa, un valore basso di tale rapporto indica una fase di distribuzione (i prezzi tenderanno a restare bassi e al limite a continuare a scendere).

rischio interesse

Tale dicitura è riferita in campo obbligazionario al rischio che l’investitore corre in caso di aumento dei tassi e possesso di un titolo a tasso fisso: le date di pagamento vengono comunque rispettate ma la remunarazione del capitale investito nello strumento finanziario sarà decisamente inferiore, il prezzo dell’obbligazione scende e disinvestendo in questa fase ci si potrebbe solo rimettere (l’entità della perdita dipende dallo spread dei tassi: al momento della sottoscrizione e quello prevalente attuale).
La decisione di disinvestire in tale scenario deve essere più complessa: altri elementi da valutare sono l’incasso di cedole e la durata del titolo in proiezione della ciclicità dei mercati (o dei singoli comparti in genere).

volatilità

Alcuni titoli sono molto volatili, nel senso che il loro prezzo può variare di molto in brevissimo tempo, tali variazioni possono generare dei grossi guadagni o delle grosse perdita (in funzione del loro segno).
La volatilità del titolo spesso dipende dal numero di azioni in circolazione, una massiccia capitalizzazione consente un movimento più lento dei prezzi, spesso sono volatili i titoli del nuovo mercato che con piccoli quantitativi di azioni scambiate possono subire notevoli variazioni di prezzo.

stock picking

Rappresenta la fase operativa in cui il gestore, dopo aver scelto il segmento di investimento, seleziona i singoli titoli da inserire nel suo portafoglio.
La scelta rispecchia il profilo dell’investitore: si parla di gestione passiva quando ci si accontenta di replicare la performance del benchmark, si parla di gestione attiva quando c’è un grosso scostamento della prestazione ottenuta dal gestore dal benchmark di riferimento.

Le Stock Option

Sono opzioni di tipo call che consentono di acquistare titoli azionari di una prefissata società ad un prezzo cd di esercizio o prezzo strike. Tutte le società quotate in borsa prevedono l’uso di stock option.
Unico vincolo per poter esercitare tale diritto all’acquisto (ad un prezzo scontato rispetto al prezzo di listino) e il prezzo strike sia inferiore alla quotazione del titolo in questione.
Sono le grosse aziende che conferiscono ai propri manager a titolo gratuito stock option della stessa società, l’intento è di stimolarli a far crescere il valore dell’azienda e quindi a far aumentare la sua quotazione di borsa, in questo modo anche i manager avrebbero un ritorno economico (spread tra prezzo di esercizio e quotazione) da tale scenario.
Le stock option hanno una scadenza temporale, se entro tale data non si sono raggiunti gli obiettivi perdono ogni valore.

 

SICAV

ISTITUITE NEL LONTANO 1984, le sicav (SOCIETA’ DI INVESTIMENTO A CAPITALE VARIABILE) sono fondi particolari che non richiedono l’acquisto di quote ma di vere e proprie azioni. Per approfondimenti sulle Sicav e per le peculiarità: Sicav su Wiki.

rischio interesse

Tale dicitura è riferita in campo obbligazionario al rischio che l’investitore corre in caso di aumento dei tassi e possesso di un titolo a tasso fisso: le date di pagamento vengono comunque rispettate ma la remunarazione del capitale investito nello strumento finanziario sarà decisamente inferiore, il prezzo dell’obbligazione scende e disinvestendo in questa fase ci si potrebbe solo rimettere (l’entità della perdita dipende dallo spread dei tassi: al momento della sottoscrizione e quello prevalente attuale).
La decisione di disinvestire in tale scenario deve essere più complessa: altri elementi da valutare sono l’incasso di cedole e la durata del titolo in proiezione della ciclicità dei mercati (o dei singoli comparti in genere).

Price earning ratio

Si ottiene rapportando il prezzo di mercato di un titolo con l’utile per azione più recente disponibile, dall’earning ratio si ottiene la componente reddito nel prezzo di ogni titolo trattato in borsa.
Il valore dipende anche dal comparto in cui si opera, più è alto tale rapporto meno garanzie si hanno che il prezzo pagato per un’azione sia effettivamente quello che rispecchia le reali capacità aziendali e non sia gonfiato.

mercato telematico azionario

E’ un comparto di Borsa Valori Italiana dove è consentito trattare titoli azionari (di tipi: ordinari, privilegiate e azioni di risparmio), fondi opzioni, obbligazioni e CW.
Spesso per alcuni strumenti finanziari viene fissato un lotto minimo di contrattazione (un quantitativo minimo da vendere o da comprare che rappresenta l’unità di scambio, esempio 250 pezzi: possono acquistare o vendere un quantitativo minimo (250pz) o un suo multiplo (500, 750, 1000 etc)). Per i btp e bot il lotto minimo è 1000 e multipli di 1000, per le azioni i lotti minimi sono stati eliminati e si può comprare anche una singola azione.