Categoria: Mercati

Le fasi del Mercato e dell’Economia.

Abbiamo accennato al fatto che i mercati finanziari e l’economia in generale sono mercati ciclici (l’evoluzione si ripete nel tempo in modo abbastanza simile a ciò che è successo in passato); distinguiamo delle fasi distinte in ognuno di questi cicli:

  • fase di accumulazione
  • fase di partecipazione
  • fase di euforia
  • fase di distribuzione
  • fase di partecipazione
  • fase di panico: Panic Selling

La ripresa del ciclo al rialzo avviene nella fase di accumulazione, i grossi investitori senza dare scossoni al mercato accumulano titoli azionari, i piccoli non investono perchè ancora presi dalla paura dalle diminuzione dei prezzi, il fatto che i grossi investitori in questa fase accumulino andando in questo modo controcorrente, probabilmente è legato al fatto che dispongono di informazioni esclusive che orientano in tal modo; Nella fase di partecipazione sono gli analisti tecnici a dare il segnale della ripartenza (oscillatori dell’analisi tecnica che affiancano il lavoro del trader esperto in ogni sua mossa); a questa fase segue un periodo di euforia, tutti vogliono rientrare nel mercato azionario portando denaro fresco e contribuendo in questo modo alla risalita degli indici e aumenta la fiducia di poter guadagnare senza grossi rischi, a questo punto i grossi investitori cominciano lentamente, senza dare grossi scossoni al mercato a liquidare le loro posizioni prendendo i profitti generati (fase top o di distribuzione); gli oscillatori cominciano a dare segnali negativi e e gli analisti vendono buttando giù gli indici; segue una fase di panico dove le vendite avvengono a piene mani da parte dei piccoli investitori che probabilmente, se sufficientemente svelti, chiuderanno le loro posizioni in profitto.

Book Value

 

Chi investe vuole sempre trarre profitto dalle proprie azioni, l’orizzonte temporale dell’investimento è fondamentale per la scelta del tipo di investimento, ribadiamo che l’investimento sicuro e remunerativo non esiste nella prassi, alcune forme di investimento possono essere più o meno sicure o più o meno remunerative.
Uno dei maghi e specialista degli investimenti da 50 anni è Warren Buffett, ha visto una rivalutazione del suo book value per azione L’investimento veramente sicuro? Quello in asset produttivi: società, fabbriche o immobili. Parola di Warren Buffett, che nella sua lettera agli azionisti di Berkshire Hathaway spiega la filosofia della casa d’investimento che gestisce dal 1965, e che in 47 anni ha visto il suo book value per azione aumentare da 19 a 99.860 dollari per azione. Secondo il magnate statunitense, esistono tre tipi di asset nei quali investire: quelli il cui valore è denominato in valuta; gli asset infruttiferi utilizzati come bene rifugio, con l’oro in testa; e, appunto, gli asset produttivi, ovvero le società che generano valore nel tempo. Obbligazioni meno volatili ma più rischiose Nonostante sia considerata la forma di investimento più sicura, la prima tipologia – che comprende fondi, obbligazioni, mutui, depositi bancari ed altri strumenti – secondo Buffet è in realtà la più rischiosa. Il valore di tali asset infatti è fortemente condizionato dall’inflazione e dalle politiche economiche dei governi, che non sono sotto il controllo di chi investe. Senza dunque essere asset “volatili” (ciò che è comunemente considerato come sinonimo di “rischiosi”), possono però facilmente perdere potere d’acquisto. E, secondo il numero uno di Berkshire, è proprio il potere d’acquisto, e il suo aumento nel tempo, il vero scopo dell’investimento, non semplicemente la liquidità che si spera di ottenere dall’asset acquistato. La bolla dei beni rifugio La seconda tipologia di investimenti comprende quei beni che di per sé non producono nulla, ma il cui valore aumenta semplicemente perché chi li acquista li considera una protezione, e perché all’aumentare del loro valore cresce sempre più il numero di coloro che vogliono “saltare sul carro del vincitore” acquistandoli a loro volta e facendone ulteriormente lievitare il prezzo. L’oro oggi è il primo di questi beni (nel XVII secolo, ricorda Buffett, lo erano i tulipani). Questo tipo di investimenti è esposto al rischio-bolla: il loro valore sale esponenzialmente ma, prima o poi, inevitabilmente si sgonfia. La capacità produttiva è l’asset più sicuro Le prime due modalità d’investimento funzionano bene nei momenti di paura e incertezza. Ma ciò che Warren Buffett preferisce acquistare sono le azioni di società che producono continuamente valore nel tempo pur richiedendo quantità limitate di capitale investito. “Avremo sempre due minuti per bere una Coca Cola o per sgranocchiare delle noccioline See”, nota il capo di Berkshire. Quindi Coca Cola e See Candy saranno sempre in grado di produrre le loro bevande e i loro snack, perchè la gente sarà sempre disposta a pagare per ciò che non ha, e che le aziende producono. Ed è proprio questa capacità produttiva, che non si estingue nel tempo, l’asset più sicuro nel quale investire.

I Bond Governativi sono prestiti fatti ai Governi dei Paesi del mondo, spesso si calcola lo spread rispetto ai paesi più affidabili come misuratore del richio default; in questo periodo di crisi la Germania viene presa come paese di riferimento e si calcola lo Spread tra i rendimenti dei bond dei paesi più a rischio insolvenza e quelli tedeschi, si prende qusto spread come misuratore del rischio paese o rischio default. Attualmente i bond che rendono di più sono quelli della Grecia, irlanda e Portogallo (con lo spread o premio di rendimento più alto), seguono italia e Spagna.