Categoria: Operatività

Banca online e Telefonica.

 

Durante la bolla speculativa del 2000, molti italiani sono diventati (o si sono improvvisati) operatori di borsa da casa, in tanti si sono lanciati in questo pseudo business, società di “trading online” (hanno fatto da apripista banca sella e fineco) hanno avuto un boom di clienti con l’unico obiettivo di operare in borsa; questo popolo di investitori era molto eterogeneo: pensionati (col problema di investire la liquidazione o risparmi familiari), o semplici cittadini che influenzati dai mass media sui guadagni facili in borsa sono stati spinti da quest’onda di entusiasmo.
Il prezzo gonfiato della maggior parte degli strumenti finanziari doveva prima o poi esplodere lasciando il cerino acceso in mano a qualcuno (i più deboli hanno sempre la peggio in tali circostanti forse perchè meno informati e più impulsivi).

Il crollo delle borse (indice mib da 48000 punti fino al minimo raggiunto in qualche anno di 18000) è stato sopportato da investitori non professionisti che hanno pagato un prezzo molto alto per scelte avventate di cui non conoscevano l’esatto rischio (scrivo da persona ferita in tal senso), i grossi investitori che non badano alle oscillazioni del mercato, che fanno valutazioni di più ampio respiro su uno strumento finanziario, spesso sono coinvolti solo marginalmente in certi crolli (sono già usciti chiudendo le posizioni pericolose da quelli investimenti per tempo cedendoli ad ignari risparmiatori).

Psicologia del Trader.

Tutte le informazioni che stiamo fornendo in questo spazio web possono aiutare l’investitore a non sbagliare nella scelta dell’investimento e sull’operatività sucessiva; razionale e irrazionale si fondono meravigliosamente in questa disciplina economica, molto spesso sono proprio le scelte irrazionali a prevalere anche in situazione di lucidità del trader esperto: tutte le informazioni in mio possesso mi indicano una strada da seguire, una strategia dettata dall’analisi tecnica fatta minuziosamente, eppure opto per scelte opposte facendomi pilotare da un impulso irrefrenabile quale è il tam tam dei prezzi che continua a fluttuare sotto i miei occhie come un vortice copre e maschera i miei reali intendimenti.
Esiste proprio una branca della finanza che si occupa di tale problematica la “finanza comportamentale”, studiare gli errori cognitivi fatti durante l’operatività di borsa anche da trader esperti, tale “patologia” potrebbe svolgere la sua parte nelle deviazioni del mercato dall’andamento previsionale in base all’analisi tecnica e ai fondamentali, formando quelle che in gergo si possono chiamare bolle speculative accompagnate dai successivi crolli di borsa (il più recente è legato alla new economy e risale al 2000 in America e nell’anno successivo in Europa – sono ancora scottato da quel trend micidiale di alcuni comparti).
Non vi stiamo consigliando di diventare dei cassettisti, però siate freddi nelle decisioni buy/sell e operate solo in base ai dati, lasciate da parte il sentiment (se non strettamente legato ad un titolo che conoscete come le vostre tasche).

Psicoeconomia.

Anche il trader è un essere umano e per quanto possa essere insensibile alle oscillazione dei prezzi risente emotivamente di tentazioni che lo spingono ad acquistare “altri pezzi” quando un titolo sale (invece di optare per un take a profit) e vendere in caso di discesa repentina di un titolo (invece di “mediare” la perdita).
Il controllo della componente emotiva nell’operatività di borsa è fondamentale per non aggiungere altre fonti di errore che possano compromettere la bontà di un investimento.
La psico-economia si pone al confine tra l’aspetto psicologico del trader e le sue conoscenze di micro e macro economia, il controllo degli impulsi emotivi è condizione necessaria al trader per operare in piena sensibilità sulla base della pura analisi tecnica (in questo modo viene rimossa la componente emotiva all’errore e l’efficienza dell’investimento alla lunga risulta migliorata – il trader che riesce a fare ciò ottiene margini di guadagno superiori).

Stress di Borsa

In questa sezione cercheremo di dare una risposta alle domande più frequenti sugli investimenti di borsa, proveremo a realizzare insieme l’investimento giornaliero ideale: entrata sul minimo della quotazione e uscita sul massimo.

Stress: è fondamentale per il trader poco esperto tenere a bada la propria tensione, spesso capita che dopo aver acquistato un titolo questo cominci subito a perdere valore, si vorrebbe vendere per chiudere la posizione e scappare via lontano dallo schermo del pc; consigliamo sempre prima di acquistare qualsiasi prodotto finanziario porsi degli obiettivi in positivo e anche in negativo, ricordiamo che non c’è limite alla crescita o alla diminuzione di una quotazione. Cosa mi aspetto di ottenere dall’investimento? Fissate su un foglio di carta e seguitelo il target in crescita per uscire con un guadagno e in perdita per contenere il risultato negativo.
Le piattaforme di trading anche non professionali (quella su fineco lo consente) permettono di fissare facilmente subito dopo l’acquisto un ordine di take a profit e di stop loss (vendere quando la quotazione e scesa sotto un valore, solitamente si vende a mercato per essere sicuri di vendere). Chi ha acquistato un titolo azionario e vuole operare in borsa anche non essendo presente fisicamente davanti al pc, può impartire ordini condizionati, il sistema li eseguirà al verificarsi degli eventi, in questo modo posso stare tranquillo di realizzare anche sulle oscillazioni e fermare le perdite in caso di crollo delle quotazioni.

Come scegliere un investimento

 

 

Prima di lanciarsi nella scelta di un investimento bisogna fare delle valutazioni preventive, mai agire d’impulso; il “buon investitore”, cioè colui che riesce a trarre profitto dal suo capitale, deve agire rispettando regole ben precise:

  • tenersi sempre aggiornato su argomenti finanziari e sul valore-quotazioni degli strumenti finanziari su cui ha deciso di focalizzare la sua attenzione;
  • operare autonomamente per essere più tempestivo in caso di uscita dall’investimento (tale operatività spesso è dannosa perchè si tende ad uscire subito alla minima oscillazione, l’emotività gioca a volta brutti scherzi), molti preferiscono operare nel “borsino” delle banche per avere comunque un confronto con un referente qualificato;
     

     

  • ripartire adeguatamente le proprie risorse da investire, destinare una grossa fetta del capitale a strumenti a basso rischio, impiegare un 15-20% in operazioni più rischiose (la propensione al rischio è soggettiva, vi consigliamo solo di non sbilanciarvi troppo facendovi prendere della situazioni – ricordatevi che stare mettendo in gioco il vostro risparmio);
  • prima di chiudere un’operazione in “profitto” accertatevi che tutte le commissioni di entrata ed uscita, capital gains etc siano stati già computati nel bilancio.
  • Trader, scalper e cassettista: sono tre figure di investitori di borsa completamente diverse, il trader professionista (o almeno consapevole degli strumenti che sta utilizzando) opera in borsa servendosi dell’analisi fondamentale e tecnica (vedi analisi tecnica a lato), lo scalper opera su piccole oscillazioni sfruttando sia incrementi che perdite di un titolo (è capace di generare decine di eseguiti al giono non sempre in attivo), il cassettista compra un titolo e aspetta decenni per vendere (guadagnando intanto coi dividendi societari).

 

Book Value

 

Chi investe vuole sempre trarre profitto dalle proprie azioni, l’orizzonte temporale dell’investimento è fondamentale per la scelta del tipo di investimento, ribadiamo che l’investimento sicuro e remunerativo non esiste nella prassi, alcune forme di investimento possono essere più o meno sicure o più o meno remunerative.
Uno dei maghi e specialista degli investimenti da 50 anni è Warren Buffett, ha visto una rivalutazione del suo book value per azione L’investimento veramente sicuro? Quello in asset produttivi: società, fabbriche o immobili. Parola di Warren Buffett, che nella sua lettera agli azionisti di Berkshire Hathaway spiega la filosofia della casa d’investimento che gestisce dal 1965, e che in 47 anni ha visto il suo book value per azione aumentare da 19 a 99.860 dollari per azione. Secondo il magnate statunitense, esistono tre tipi di asset nei quali investire: quelli il cui valore è denominato in valuta; gli asset infruttiferi utilizzati come bene rifugio, con l’oro in testa; e, appunto, gli asset produttivi, ovvero le società che generano valore nel tempo. Obbligazioni meno volatili ma più rischiose Nonostante sia considerata la forma di investimento più sicura, la prima tipologia – che comprende fondi, obbligazioni, mutui, depositi bancari ed altri strumenti – secondo Buffet è in realtà la più rischiosa. Il valore di tali asset infatti è fortemente condizionato dall’inflazione e dalle politiche economiche dei governi, che non sono sotto il controllo di chi investe. Senza dunque essere asset “volatili” (ciò che è comunemente considerato come sinonimo di “rischiosi”), possono però facilmente perdere potere d’acquisto. E, secondo il numero uno di Berkshire, è proprio il potere d’acquisto, e il suo aumento nel tempo, il vero scopo dell’investimento, non semplicemente la liquidità che si spera di ottenere dall’asset acquistato. La bolla dei beni rifugio La seconda tipologia di investimenti comprende quei beni che di per sé non producono nulla, ma il cui valore aumenta semplicemente perché chi li acquista li considera una protezione, e perché all’aumentare del loro valore cresce sempre più il numero di coloro che vogliono “saltare sul carro del vincitore” acquistandoli a loro volta e facendone ulteriormente lievitare il prezzo. L’oro oggi è il primo di questi beni (nel XVII secolo, ricorda Buffett, lo erano i tulipani). Questo tipo di investimenti è esposto al rischio-bolla: il loro valore sale esponenzialmente ma, prima o poi, inevitabilmente si sgonfia. La capacità produttiva è l’asset più sicuro Le prime due modalità d’investimento funzionano bene nei momenti di paura e incertezza. Ma ciò che Warren Buffett preferisce acquistare sono le azioni di società che producono continuamente valore nel tempo pur richiedendo quantità limitate di capitale investito. “Avremo sempre due minuti per bere una Coca Cola o per sgranocchiare delle noccioline See”, nota il capo di Berkshire. Quindi Coca Cola e See Candy saranno sempre in grado di produrre le loro bevande e i loro snack, perchè la gente sarà sempre disposta a pagare per ciò che non ha, e che le aziende producono. Ed è proprio questa capacità produttiva, che non si estingue nel tempo, l’asset più sicuro nel quale investire.

I Bond Governativi sono prestiti fatti ai Governi dei Paesi del mondo, spesso si calcola lo spread rispetto ai paesi più affidabili come misuratore del richio default; in questo periodo di crisi la Germania viene presa come paese di riferimento e si calcola lo Spread tra i rendimenti dei bond dei paesi più a rischio insolvenza e quelli tedeschi, si prende qusto spread come misuratore del rischio paese o rischio default. Attualmente i bond che rendono di più sono quelli della Grecia, irlanda e Portogallo (con lo spread o premio di rendimento più alto), seguono italia e Spagna.

Come scegliere un investimento

Prima di lanciarsi nella scelta di un investimento bisogna fare delle valuazioni preventive, mai agire d’impulso; il “buon investiore”, cioè colui che riesce a trarre profitto dal suo capitale, deve agire rispettendo regole ben precise:

  • tenersi sempre aggiornato su argomenti finanziari e sul valore-quotazioni degli strumenti finanziari su cui ha deciso di focalizzare la sua attenzione;
  • operare autonomamente per essere più tempestivo in caso di uscita dall’investimento (tale operatività spesso è dannosa perchè si tende ad uscire subito alla minima oscillazione, l’emotività gioca a volta brutti scherzi), molti preferiscono operare nel “borsino” delle banche per avere comunque un confronto con un referente qualificato;

  • ripartire adeguatamente le proprie risorse da investire, destinare una grossa fetta del capitale a strumenti a basso rischio, impiegare un 15-20% in operazioni più rischiose (la propensione al rischio è soggettiva, vi consigliamo solo di non sbilanciarvi troppo facendovi prendere della situazioni – ricordatevi che stare mettendo in gioco il vostro risparmio);
  • prima di chiudere un’operazione in “profitto” accertatevi che tutte le commissioni di entrata ed uscita, capital gains etc siano stati già computati nel bilancio.
  • Trader, scalper e cassettista: sono tre figure di investitori di borsa completamente diverse, il trader professionista (o almeno consapevole degli strumenti che sta utilizzando) opera in borsa servendosi dell’analisi fondamentale e tecnica (vedi analisi tecnica a lato), lo scalper opera su piccole oscillazioni sfruttando sia incrementi che perdite di un titolo (è capace di generare decine di eseguiti al giono non sempre in attivo), il cassettista compra un titolo e aspetta decenni per vendere (guadagnando intanto coi dividendi societari).

 

Operatività sui mercati borsistici

 

L’analista tecnico fonda il proprio operato su pochi basilari principi

  • la storia si ripete
  • il mercato sconta tutto
  • il prezzo segue il trend
  • giusta interpretazione delle figura grafiche

Ci sentiamo di dare un consiglio a tutti quelli che “amatorialmente” comprano e vendono titoli, al borsino delle banche o online, non lasciatevi prendere dall’impulso di vendere o acquistare da improvvisi movimenti del mercato, restate sulle posizioni finché potete, rispettate quanto preventivato in partenza, stop loss e take profit; è quasi normale che appena si acquista il valore del titolo scenda o che vendendo il prezzo continua a salire, non c’è alcuna legge a prevederlo ma a volte è così, la pazienza e il sangue freddo vi consentiranno di migliorare le vostre performance borsistiche.