Categoria: Trading

leva finanziaria

Spesso il risparmiatore ha interesse ad esporsi ad un investimento ben oltre il capitale che ha a disposizione (offrendo in cambio solide garanzie) perché ritiene che si possa rivelare molto profittevole e non avendo a disposizione capitale in quel momento ricorre ad una sovraesposizione con leva finanziaria oltre il valore 1 (investimento=capitale disponibile), se la leva viene portata a valori maggiori es 2 (si investe il doppio del capitale disponibile) si operarE attraverso futures e opzioni (fare attenzione a tali strumenti che sono al altissimo rischio in caso di leva maggiore di 1).

Pattern

Nel suo variare il prezzo di un titolo forma delle particolari figure grafiche che, se tempastivamente identificate, possono rappresentare dei segnali operativi, tali figure sono dette pattern.
Tra le forme più significative possiamo descrivere due tipologie: forme di consolidamento (o modelli) e forme di inversione (o modelli).
Nei modelli a consolidamento troviamo una fase congestionata del titolo (si oscilla con un’ampiezza più o meno grande intorno ad un dato valore) e il prezzo non segue alcune trend ne ascendente ne discendente ma si muove in orizzontale. Tale situazioni a volte possono persistere per mesi perchè il prezzo del titolo non trova una direzione. Tale scenario porta a delle figure geometriche identificabili come triangoli e rettangoli (unendo minimi e massimi relativi).
I modelli o figure di inversione si formano solitamente alla fine di una fase di tendenza (ascendente o discendente) e segnalano un’inversione di tendenza (trend al ribasso che si inverte al rialzo e viceversa). Tra le principali figure di inversione abbiamo: testa e spalla, doppio o triplo massimo e infine, rounded bottom o top.
Tali segnali rappresentano dei momenti interessanti per l’investitore che deve cogliere il momento più propizio per aprire una nuova posizione o chiudere una posizione aperta.

Private Banking.

 

I clienti molto “facoltosi” con grossi depositi sui conti correnti (con cifre dell’ordine dei 500000€ in su), possono usufruire del servizio dedicato ed esclusivo di private banking, consulenti finanziari si occupano della gestione finanziaria delle risorse disponibili garantendo profitti elevati e operazioni oculate, spesso sono a capitale garantito e consentono a questa elite selezionata di sfruttare al meglio il loro denaro. Attualmente le banche hanno alzato la soglia minima di trattamento esclusivo, si parla di qualche milione di euro in su, si riconosce un tasso base e uno legato alla performance degli investimenti fatti dalla banca stessa e seguiti con attenzione.

Gli investitori “private” spesso riescono ad ottenre tassi di interesse che normalmente la banca non concede ad alcun cliente tradizionale, in taluni casi il solo deposito vincolato di somme consistente consente il riconoscimento di ottimi rendimenti.

 

Cosa fare in piena crisi fianziaria?

Il sogno di tutti gli investitori azionari è comune: comprare sui minimi e vendere sui massimi; pura utopia, se non incorriamo in un grosso evento fortuito.
Attualmente i mercati finanziari vivono una profonda crisi legata agli eventi americani, i titoli quotati a Milano hanno subito nell’ultimo anno quasi un dimezzamento medio del loro valore; come si deve muovere chi si trova della liquidità o ha disinvestito per tempo?
I mercati finanziari sono mercati ciclici, analizzando nel tempo il loro comportamento si notano trend che si sono ripetuti sistematicamente, oggi questi andamenti sono facilemnte prevedibili.
L’unica vincolo per poter guadagnare in modo certo (sempre sulla base delle statistiche storiche) è un investimento azionario long (di almeno 12 mesi), aprendo posizioni oggi (anche al 100% sui mercati azionari) c’è quasi la certezza statistica di guadagnare molto in un anno solare.

Psicologia del Trader.

Tutte le informazioni che stiamo fornendo in questo spazio web possono aiutare l’investitore a non sbagliare nella scelta dell’investimento e sull’operatività sucessiva; razionale e irrazionale si fondono meravigliosamente in questa disciplina economica, molto spesso sono proprio le scelte irrazionali a prevalere anche in situazione di lucidità del trader esperto: tutte le informazioni in mio possesso mi indicano una strada da seguire, una strategia dettata dall’analisi tecnica fatta minuziosamente, eppure opto per scelte opposte facendomi pilotare da un impulso irrefrenabile quale è il tam tam dei prezzi che continua a fluttuare sotto i miei occhie come un vortice copre e maschera i miei reali intendimenti.
Esiste proprio una branca della finanza che si occupa di tale problematica la “finanza comportamentale”, studiare gli errori cognitivi fatti durante l’operatività di borsa anche da trader esperti, tale “patologia” potrebbe svolgere la sua parte nelle deviazioni del mercato dall’andamento previsionale in base all’analisi tecnica e ai fondamentali, formando quelle che in gergo si possono chiamare bolle speculative accompagnate dai successivi crolli di borsa (il più recente è legato alla new economy e risale al 2000 in America e nell’anno successivo in Europa – sono ancora scottato da quel trend micidiale di alcuni comparti).
Non vi stiamo consigliando di diventare dei cassettisti, però siate freddi nelle decisioni buy/sell e operate solo in base ai dati, lasciate da parte il sentiment (se non strettamente legato ad un titolo che conoscete come le vostre tasche).

Stress di Borsa

In questa sezione cercheremo di dare una risposta alle domande più frequenti sugli investimenti di borsa, proveremo a realizzare insieme l’investimento giornaliero ideale: entrata sul minimo della quotazione e uscita sul massimo.

Stress: è fondamentale per il trader poco esperto tenere a bada la propria tensione, spesso capita che dopo aver acquistato un titolo questo cominci subito a perdere valore, si vorrebbe vendere per chiudere la posizione e scappare via lontano dallo schermo del pc; consigliamo sempre prima di acquistare qualsiasi prodotto finanziario porsi degli obiettivi in positivo e anche in negativo, ricordiamo che non c’è limite alla crescita o alla diminuzione di una quotazione. Cosa mi aspetto di ottenere dall’investimento? Fissate su un foglio di carta e seguitelo il target in crescita per uscire con un guadagno e in perdita per contenere il risultato negativo.
Le piattaforme di trading anche non professionali (quella su fineco lo consente) permettono di fissare facilmente subito dopo l’acquisto un ordine di take a profit e di stop loss (vendere quando la quotazione e scesa sotto un valore, solitamente si vende a mercato per essere sicuri di vendere). Chi ha acquistato un titolo azionario e vuole operare in borsa anche non essendo presente fisicamente davanti al pc, può impartire ordini condizionati, il sistema li eseguirà al verificarsi degli eventi, in questo modo posso stare tranquillo di realizzare anche sulle oscillazioni e fermare le perdite in caso di crollo delle quotazioni.

OPERATIVITA’ DI BORSA ONLINE

Azioni ordinarie, azioni di risparmio.

Investire in borsa, fare trading significa operare in ogni condizione di mercato, il trader riesce a cogliere le occasioni di guadagno nel mercato in perdita e in crescita; quando tutte le azioni aumentano le loro quotazioni è difficile sbagliare l’investimento, più articolato è invece il guadagno in condizioni di ribassi delle quotazioni. In questi giorni ci siamo iscritti all’ennesimo corso trading organizzato da fineco bank in varie città italiane, non è mai appagante a sufficienza la sfida col mercato finanziario.
Le azioni sono dei titoli rappresentativi di quote di proprietà della società, conferiscono al detentore (azionista) il diritto a partecipare agli utili societari (attraverso la distribuzione del dividendo solitamente annuale) e il diritto a ricevere il patrimonio netto dell’azienda nel caso di fallimento e liquidazione dei beni. Inoltre, si ha teoricamente diritto a votare nelle assemblee. Le azioni delle società quotate sui principali mercati finanziari sono molto “liquide”, l’azionista che vuole disinvestire e rientrare in possesso del denaro può facilmente venderle al prezzo fissato dal mercato (quotazione).

Distribuzione del dividendo: le aziende distribuiscono parte degli utili societari come dividendo, gli azionisti incassano la cifra direttamente sul conto corrente correlato al deposito titoli. La quotazione dell’azione viene “tagliata” di un importo percentuale pari alla somma distribuita; ad esempio se una società (il cui titolo è quotato 3 euro) decide nel Consiglio di amministrazione di distribuire un dividendo di 3 cent per azione vedrà la quotazione dell’azione ridotta dell’1% il giorno dello “stacco”. Spesso tale contrazione del prezzo non è valutata come movimento negativo di borsa (non è riportato un segno meno).
Sarà poi il mercato a riportare la quotazione ai valori originari o lasciarla a quotazioni diverse (dipende dall’azienda e dal sentiment).

Short Selling – vendita in leva allo scoperto

Se ritieni che il prezzo di un titolo stia per diminuire (da una tua analisi personale o hai tratto tale indicazioni dalla news finanziarie e vuoi ancipare gli eventi), puoi scommettere sul ribasso del titolo (intraday o in 24 mesi – multiday) e vendere azioni anche senza possederne, sarà il tuo intermediario (banca che ti offre il servizio) a prestarti dei titoli nel suo portafoglio alla condizione di chiudere la posizione in giornata o entro 24 mesi (pagando in questo caso anche degli interessi sulla somma equivalente prestata). E’ una tecnica di vendita perfettamente legale che punta su un imminente (short) ribasso di un titolo.
Questa operatività è considerata altamente speculativa, nella fasi in cui i mercati sono in forte ribasso sono in molti a scommettere su ulteriori ribassi (se un trend è al ribasso potrebbe accelerare al ribasso), Borsa italiana ad Agosto 2011 ha proibito vendite allo scoperto su titoli bancari (Azimut Holding Banca Carige Banca Finnat Banca Generali Banca Ifis Banca Intermobiliare Banca Monte Paschi Siena Banca Popolare Emilia Romagna Banca Popolare Etruria e Lazio Banca Popolare Milano Banca Popolare Sondrio Banca Profilo Banco di Desio e Brianza Banco di Sardegna Risp Banco Popolare Cattolica Assicurazioni Credito Artigiano Credito Emiliano Credito Valtellinese Fondiaria – Sai Generali Intesa Sanpaolo Mediobanca Mediolanum Milano Assicurazioni Ubi Banca Unicredit Unipol Vittoria Assicurazioni ) per evitare speculazioni al ribasso su prodotti già in sofferenza per la crisi del debito sovrano italiano.

Blocco delle vendite allo scoperto

Da molti ritenute come le responsabili della caduta dei mercati finanziari, le vendite allo scoperto sono degli strumenti speculativi che sicuramente possono influenzare negativamente il mercato.
E’ di oggi 23 Settembre 2008 la notizia che a scopo precauzionale, sulla scia delle decisioni prese in USA e Gran Bretagna (sec e fsa), la consob (commissione per le società di borsa) ha bloccato le vendite di titoli azionari di banche e assicurazioni allo scoperto fino al 31 Ottobre 2008 come forma di protezione da eventi speculativi al ribasso su suddetti titoli.
Questa risposta segue a quella di altri paesi europei (Francia, Olanda) anche per evitare a speculatori esteri di affacciarsi nel mercato azionario nostrano (perchè impediti di operare in patria).
Tutto ciò è legato alla crisi dei mutui subprime e alla devastante onda di crisi finanziaria che sta colpendo l’America (molte banche d’affari sono fallite e altre stanno diventando banche tradizionali).
Sui titoli bancari e assicurativi l’operatività è limitata solo all’acquisto e alla vendita di azioni realmente disponibili dall’ordinante.

Orso o Toro?

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Dopo lo sfondamento al ribasso della quota 42000 dell’indice spmib il mercato azionario dei titoli principali trattati a Milano si avvia ad una decisa fase di ribassi “estivi” che possono essere definiti tutt’altro che saldi di fine stagione.
I segnali più significativi si sono avuti da Eni , San paolo, Stm e Telecom, pochi i titoli che si sono salvati nella seduta di Venerdi 20/7/2007 mantenendo un segno positivo a fine giornata; crediamo che il mercato abbia fatto la sua scelta della direzione da prendere: Orso.
Ricordiamo che questo è negativo solo per l’investitore “cassettista” il trader non deve badare al trend del mercato in generale ma deve saper trarre profitto da qualsiasi situazione: ribassi o rialzi; per gli investitori che operano in “marginazione” si stanno aprendo scenari molto interessanti, sconsigliamo di operare con l’opzione intraday (si potrebbe incorrere in qualche rimbalzo del titolo scelto) e sfruttare la possibilità di chiudere la posizione in qualsiasi momento.