Fondi Pensione

Con la nuova normativa sul trattamento di fine rapporto molti lavoratori del privato cercano di sapere quale soluzione adottare per il loro TFR che fino ad oggi era custodito dall’azienda (tutto quello maturato fino a Dicembre 2006 continuerà a restare in azienda), vige il silenzio assenso che comporterà l’adesione e il trasferimento automatico ai fondi pensione del TFR maturato dal 1 Gennaio 2007, (attenzione se non si comunica per tempo la propria decisione sarà scelto un fondo a discrezione dell’ente a cui si fa riferimento es INPS), il lavoratore può scegliere di lasciare il TFr in azienda o di trasferirlo ad un fondo pensione di suo gradimento (n.b. che tutti i sindacati si sono lanciati in questo business accendendo dei fondi pensione ad hoc e dirottando i propri iscritti verso queste soluzioni).

I fondi pensione mediamente se valutati nel lungo termine consentono guadagni maggiori del 2% corrisposto sul TFR finora, essendo degli strumenti finanziari comunque a rischio possono subire oscillazioni in funzioni della ciclicità dei mercati finanziari; la soluzione fondo pensione conviene a chi è all’inizio della vita contributiva, è da scartare, perchè troppo pericolosa, per chi è vicino alla pensione.

fondi pensioni
I fondi pensione sono degli strumenti finanziari che hanno l’obiettivo, nel lungo termine, di integrare l’assegno previdenziale mensile, chi vuole costruirsi una pensione integrativa o una pensione complementare decide di aderire ad un fondo pensione, meglio se di categoria (in questo caso lo stato aiuta il rendimento), in questo modo avrà maggiori possibilità di mantenere lo stesso tenore di vita raggiunta la pensione.

Investimenti alternativi non finanziari

Tra gli investimenti non finanziari più remunerativi troviamo sicuramente qualcosa di diverso da oggetti d’arte o beni immobili da mettere a reddito, tra le soluzioni che negli ultimi anni hanno reso di più e in meno tempo troviamo: acquisto di auto d’epoca, investimenti in coltivazione di vino, produzioni di liquori super alcolici.

Diversificare gli investimenti è la prima regola per non subire grosse perdite nei periodi di grande crisi finanziarie che nell’ultimo decennio sono diventate più frequenti (2008 e 2012), crisi che hanno affossato i mercati azionari e obbligazionari, mercati immobiliari e tutto ciò che movimenta denaro e merci.

Target price

Tra i titoli del paniere principale che sono consigliati dagli analisti e che sono in posizione strong buy

ENEL: ANALISI DEL 28/3/2018 –

Strong BUY Al prezzo 4,975 Target 5,052 Stop 4,853

 

ITALGAS: Posizione degli analisti dal 08/03/2018

Strong BUY Al prezzo 4,627 Target 4,952 Stop 4,727

Logos time con fineco

Logos con fineco

investimento molto semplice, praticamente una scommessa su una serie di prodotti o indici su come si comporteranno nel prossimo minuto, 5 minuti, 30 minuti 1 ora o fine giornata.

Guardando il book trovo 2 soluzioni: DAY E TIME

DAY: si parte da 50 euro fine a 1000 euro con opzione buy o sell –

es: buy 50 euro appare: Bid/Ask0 | 0  Margine50€   Quantità2   Segno: Compra   Markup15€

buy 100 euro : Bid/Ask0 | 0  Margine100€    Quantità4   Segno: Compra         Markup15€

sell 50 euro : Bid/Ask0 | 0     Margine50€     Quantità2    Segno: Vendi             Markup-15€

TIME: si parte da 1 minuto con 25 euro fino a 500 euro entro fine giornata, payout 85% (significa che se dopo il tempo stabilito effettivamente il sottostante è andato up o down come previsto si paga l’85% di quanto investito es 25*0.85=21.25 euro).

 

CFD

Parliamo del recente strumento di investimento che fineco bank ha aggiunto alla piattaforma trading tradizionale e a quella professionale powerdesk,

XFTSEMIBCFD: ITALY FTSEMIB: come esempio prendiamo un CFD che fa riferimento al FTSEMIB

nella situazione mostrata mettendo quantità = 1 corrisponde ad una cifra pari a : 44.910,00 

Stima margine  3.143,70 (perdita in caso di stoploss)
SL 2%
1 tick = 1€ il tick è la variazione minima di uno strumento finanziario

Affidare il denaro agli intermediari – Broker.

 

E’ l’intermediario finanziario per eccellenza, colui che si pone tra l’investitore e lo strumento finanziario o il servizio (assicurativo o creditizio).

Molti investitori cedono a questi intermediari il compito di investire i loro risparmi per mancanza di competenza e tempo, è buona norma non dare troppa fiducia e libertà d’azione a tali figure professionali che non rispondono in solido sull’integrità del capitale che gestiscono.

Le società di brokeraggio, che operano su azioni-fondi etc, si fanno concorrenza sul prezzo delle commissioni che chiedono per ogni singola operazione conclusa, spesso offrono piattaforme di trading più professionali e intuitive ai clienti “fai da te”, molte premiano i trader molto attivi facendo sconti sulle commissioni in caso di molti eseguiti.

Ultimamente si sentono notizie che sono spariti con tutti i soldi dei loro clienti broker di vip con milioni di euro, spesso questo denaro è ottenuto con prestazioni non dichiarate al fisco e non possono neanche essere denunciate le perdite per non essere denunciati.

Indice di accumulazione e distribuzione

 

Accumulazione e Distribuzione
I mercati possono seguire andamenti che spesso vanno in controtendenza rispetto a singoli settori (bancari, telefonici, tecnologici new economy, assicurativi etc), i singoli titoli possono vivere fasi svincolate dai singoli settori: ad esempio ci potrebbero essere dele ricorperture da parte di gestori di fondi su detemianati titoli, si parla di “fase di Accumulazione” quando, nell’ottica di un ragionamento intraday (cioè in una singola giornata di contrattazione), si registra un momento di pausa delle contrattazioni, segnale che a breve si avrà un movimento al rialzo del titolo da cogliere al volo con un entrata/uscita fulminea.
L’oscillatore che ci segnala tale fase è l’A/D (accumulazione distribuzione), un valore alto di tale rapporto indica una fase di accumulazione, viceversa, un valore basso di tale rapporto indica una fase di distribuzione (i prezzi tenderanno a restare bassi e al limite a continuare a scendere).

INVESTIMENTI

investimento

Come investire in materie prime sui mercati internazionali, riportiamo di seguito le materie non prime energetiche oggetto di compravendita sui mercati finanziari.

LA MIGLIORE BANCA PER I TUOI INVESTIMENTI

RIPORTIAMO L’ELENCO DELLE MATERIE PRIME NON ENERGETICHE SU CUI SI PUO’ INVESTIRE

MATERIE PRIME ALIMENTARI: caffè, cacao, tè, banane, semi di soia, semi di palma, cereali, riso, carni, zucchero e tabacco.

MATERIE PRIME NON ALIMENTARI: gamma naturale, fibre dure, juta, cotone, lana, pelli, legno, bauxite, minerali di ferro, manganese, rocce fosfatiche, stagno, rame, alluminio, piombo, zinco, nichel e acciaio.

investimento immobiliare

Acquistare e vendere immobili o fondi immobiliari rappresenta una forma di investimento spesso molto remunerativa, in periodi di mercati immobiliari in crescita (praticamente negli ultimi 10 anni è stato così, da circa un anno i prezzi si sono fermati per alcune tipologie di immobili). Acquistare case per mettere a reddito: significa pianificare un acquisto per poi destinare l’immobile all’affitto, nel computo bisogna tenere conto dell’entità dell’affitto (e delle tasse) e della spesa per l’acquisto , solo in questo modo si potrà valutare l’effettiva redditività dell’operazione.

investimento obbligazionario

Acquistare obbligazioni di società equivale a fare dei prestiti a queste imprese che hanno intenzione di investire quel denaro ricevuto dal mercato per farlo fruttare e restituire parte dei profitti ai risparmiatori.

investimento pubblicitario

Investire in pubblicità spesso consente un ritorno sull’investimento di cifre che coprono decisamente le somme spese (parliamo di ritorni che a volte arrivano fino al triplo speso nel brevissimo tempo). Le campagne pubblicitare per funzionare non possono essere improvvisate, una pianificazione della tipologia e degli strumenti da utilizzare, nonchè del badget sono esseziali per una buona riuscita.

Investing.

  • Fondi Multimarca
  • Certificates
  • ETF
  • Azioni
  • Obbligazioni
  • Liquidità Remunerata

investimento sicuro

L’investimento è tanto più sicuro quanto meno remunerativo promette di essere, il rischio spesso è connesso all’investimento, anche i titoli di stato da tutti considerati gli strumenti di investimento più sicuro sono stati oggetto (e lo sono tuttora) di pericolo di insolvenza per default dello Stato italiano (i cds sono stati chiari durante la crisi finanziaria in corso – dato Maggio 2009).

Banca online e Telefonica.

 

Durante la bolla speculativa del 2000, molti italiani sono diventati (o si sono improvvisati) operatori di borsa da casa, in tanti si sono lanciati in questo pseudo business, società di “trading online” (hanno fatto da apripista banca sella e fineco) hanno avuto un boom di clienti con l’unico obiettivo di operare in borsa; questo popolo di investitori era molto eterogeneo: pensionati (col problema di investire la liquidazione o risparmi familiari), o semplici cittadini che influenzati dai mass media sui guadagni facili in borsa sono stati spinti da quest’onda di entusiasmo.
Il prezzo gonfiato della maggior parte degli strumenti finanziari doveva prima o poi esplodere lasciando il cerino acceso in mano a qualcuno (i più deboli hanno sempre la peggio in tali circostanti forse perchè meno informati e più impulsivi).

Il crollo delle borse (indice mib da 48000 punti fino al minimo raggiunto in qualche anno di 18000) è stato sopportato da investitori non professionisti che hanno pagato un prezzo molto alto per scelte avventate di cui non conoscevano l’esatto rischio (scrivo da persona ferita in tal senso), i grossi investitori che non badano alle oscillazioni del mercato, che fanno valutazioni di più ampio respiro su uno strumento finanziario, spesso sono coinvolti solo marginalmente in certi crolli (sono già usciti chiudendo le posizioni pericolose da quelli investimenti per tempo cedendoli ad ignari risparmiatori).

rischio interesse

Tale dicitura è riferita in campo obbligazionario al rischio che l’investitore corre in caso di aumento dei tassi e possesso di un titolo a tasso fisso: le date di pagamento vengono comunque rispettate ma la remunarazione del capitale investito nello strumento finanziario sarà decisamente inferiore, il prezzo dell’obbligazione scende e disinvestendo in questa fase ci si potrebbe solo rimettere (l’entità della perdita dipende dallo spread dei tassi: al momento della sottoscrizione e quello prevalente attuale).
La decisione di disinvestire in tale scenario deve essere più complessa: altri elementi da valutare sono l’incasso di cedole e la durata del titolo in proiezione della ciclicità dei mercati (o dei singoli comparti in genere).