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Investitore Cassettista

 





 





E’ il classico investitore che compra azioni (spesso alla loro collocazione in borsa, vedi: Eni, San Paolo, Autostrade, Enel, titoli della ex new economy) e le mantiene vita natural durante, non si interessa di nulla, non segue nel medio termine l’andamento del titolo, si interessa solo saltuariamente del valore raggiunto, incassa le cedole (se previste), mantiene in portafogli titoli spesso con molta capitalizzazione (molto liquidi) e li vende solo se ha bisogno di contante senza curarsi dell’opportunità del momento.
Ottobre 2010: vita dura per i cd cassettisti di borsa, da un’analisi è emerso che chi ha mantenuto i titoli da 10, 20 e 30 anni ha guadagnato meno di chi ha investito in altri strumenti finanziari o nel mattone, il classico investimento in buoni postali ha reso di più nel medio periodo.
I migliori investimenti in borsa sono quelli fatti senza ansia, chi vuole investire deve scegliere con attenzione il titolo valutando la gestione e le prospettive future, se è convinto che quella società ha le potenzialità per crescere può procedere all’acquisto, in questi casi è meglio aspettare periodi medio lunghi per avere le migliori soddisfazioni nel rendimento, comportarsi da cassettista attento appunto.



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Investimento immobiliare in una seconda casa.

 

Analizziamo quando conviene investire i propri risparmi in una seconda casa: l’investitore medio pensa ad un investimendo a lungo termine che gli garantisca una rendita sicura e costante e al contempo una rivalutazione del suo bene, questo è l’immobile ideale su cui investire come seconda casa (casa da mettere a reddito).
Prima di procedere ad un qualsisi acquisto bisogna fare un’indagine di mercato dettagliata; scopriamo i punti da valutare nella selezione dell’immobile: come primo punto cercare una casa che corrisponda quanto più possibile al taglio richiesto dal mercato – nelle grandi città preferibilmente vengono affittati i trilocali e bilocali (insieme raggiungono oltre il 70%), dare importanza anche ai servizi presenti in zona (collegamenti viari e mezzi di trasporto, spazi verdi attrezzati etc).
Se siete impossibilitati ad acquistare al centro delle città, ripiegate sull’immediata periferia che, molto probabilmente con l’espandersi delle città, diventeranno ben presto parte integrante del centro.

Altra cosa è ottenere un rendimento elevato: evitate case con portineria, gli affittuari considerano tale spesa un costo fisso spesso superfluo e troppo oneroso, un altro aspetto che potrebbere ridurre la redditività attesa dall’immobile sono eventuali spese di manutenzione straordinaria agli immobili e/o ristrutturazioni in fase di deliberazione (accertarsi che siano state già deliberate prima del vostro acquisto, in questo caso gli oneri spettano al venditore); in caso contrario dovreste pagare voi i lavori abbattendo il ricavo netto dall’immobile.





Ultimo consiglio, se possibile acquistate in zone universitarie, gli studenti (o meglio i genitori) pagano bene e in caso di necessità, lasciano con maggiore facilità l’immobile libero.
Ricordate che l’acquisto potrebbe essere fatto anche a costo zero se disponete di credito sufficiente, attraverso un “mutuo per investimento” è possibile pagare la rata del mutuo con l’affitto dell’immobile.
Il Governo ha deciso di semplificare la fiscalita delle case in affitto con una cedolare secca tra il 20 e il 25%.

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Tasse sugli investimenti

 

 

La tassazione sui guadagni di borsa (plusvalenze speculative) viene indicata come capital gains (guadagni in conto capitale), viene applicata percentualmente sullo spread realizzato in ogni “take a profit” di compra-vendita di strumenti finanziari di tipo azionario e derivati profittevole.

 

 

Se un’operazione azionaria si chiude in perdita (stop loss), non vi è alcun rimborso per l’investitore, se invece si guadagna scatta subito la tassazione.
Se queste plusvalenze sono di tipo patrimoniale scatta comunque la tassazione: se una casa viene venduta prima dei cinque anni dal suo acquisto, sullo spread realizzato (plusvalenza) viene applicata una tassa. profittevole.

Simuliamo un’operazione di borsa in guadagno o perdita con fineco bank (commissione minima circa 2,9 euro massima 19 euro, altrimenti 0,19% sulla somma spesa): compro azioni Italia per un ammontare di 10000 euro, pago subito commissione in ingresso di 19 euro (0,19%), se realizzo un profitto o se decido comunque di vendere prima della chiusura nella stessa giornata dell’acquisto non pago la tobin tax (ammonta allo 0,10% della somma), in caso contrario vendendo nei giorni successivi in guadagno o perdita paghero 10 euro di Tobin tax (calcolata sui 10000 euro iniziali) e lo 0,19% della somma di commissione in uscita sulla somma; se realizzo una perdita non pago niente altro, se realizzo un profitto diaciamo di 100 euro (somma finale – somma iniziale senza tenere conto delle commissioni) pagherò il 26% in tasse sulla plusvalenza generata. In poche parole di quei teorici 100 euro avrò speso 39 euro in commissioni, 10 in tobin e 26 euro in tassazione, al netto avrò intascato 25 euro. La stessa operazione fatta con titoli di stato non prevede solo la tobin tax e una tassazione sul profitto del 12,5%.

 

 

Governo Renzi: appena insediato a Marzo 2014 annuncia di voler fare cassa aumentando le rendite finanziarie e puntualizzando che non saranno toccati i BOT, ricordiamo che per rendite finanziarie si possono intendere le plusvalenze generate nelle transazioni finanziarie sia azionarie che obbligazionarie. Dal 1 Luglio tassazione al 26% sui guadagni di borsa, restano esclusi solo: cedole btp, rendimento buoni postali dove la tassazione resta al 12,5%.

Agosto 2011: in tema di tassazione dei guadagni di borsa e delle rendite (cedole e dividendi), il Governo per tamponare la crisi del debito sovrano italiano e su indicazioni della bce ha inserito nella manovra di Ferragosto anche l’aumento delle commissioni sulle transazioni finanziarie dal 12,5% al 20%, sono esclusi i titoli di stato che restano tassati al 12,5%.profittevole.

 

 

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Investimento sicuro.

 

Investimento finanziario: come far crescere i propri risparmi senza rischiare eccessivamente di intaccare il capitale a disposizione; in questa fase il risparmiatore ed investitore italiano può orientarsi verso prodottipoco rischiosi e sufficientemente redditivi. Oramai i tradizionali buoni postali rendono quasi zero se consideriamo i bolli (poste attualmente emette solo i buoni ordinari e quelli per minori che a 15 anni rendono circa il 20% in totale), restano le obbligazioni nazionali a medio lungo termine, i btp dai 10 ai 20 anni in funzione del proprio orizzonte temporale di investimento, il tasso netto attuale riconosciuto a Novembre 2016 è del 2.2% a crescere con la durata. L’investimento in btp può essere rischioso se si pensa di fare puro trading, infatti con i tassi bce ai minimi e il ritorno dell’inflazione le aspettative sono di un ritocco al rialzo nel medio temrine, questo comporterebbe un crollo delle valutazioni dei btp in proporzione alla data di scadenza (sul recente prodotto con scadenza nel 2067 si avrebbe un collasso). Consigliamo di acquistare un prodotto che in ogni caso di può portare a scedenza, valutare anche in base alla proprià età e alla necessità di avere a disposizione il denaro investito.

L’investimento in azioni è sempre rischioso, bisogna scegliere con accuratezza il titolo da acquistare e la modalità per farlo. Quest’anno ci sono stati due eventi crash per i mercati, la brexit e l’elezione del presidente americano, il valore riconosciuto dal mercato ad alcune società però è stato immutato, noi consigliamo di operare un una banca intermediaria che offra di servizi a valore aggiunto come previsioni e analisi tecnica, seguire per un certo periodo l’andamento di 2 o al massimo 3 azioni ed imparare le oscillazioni, acquistare nell’ottica di investimento o di puro trading. Dal giorno del referendum di Dicembre 2016 la borsa italiana è diventata la più prolifica in Europa riportando aumenti a doppia cifra, incrementi per tutti i comparti: bancario, assicurativo, industria, terziario finanziario.

La moda delle opzioni binarie up e down: molto pubblicizzata questa soluzione di trading rappresenta un mordi e fuggi o mordi e perdi tutto; abbiamo analizzato le modalità e l’opportunità di tale soluzione, con fineco bank il sistema non è molto intuitivo e non consente di avere un aiuto grafico opportuno, ci siamo registrati a plus500 e excellent options 2 leader in tale settore, offrono piattaforme più snelle e dedicate a questo tipo di operatività; in realtà per fare profitto in pochi minuti basta “indovinare” perchè di questo si tratta, il trend seguito da una quotazione nei seguenti 5, 10, 30 o più minuti di mercato, se si pensa ad una quotazione più alta bisogna scegliere “up” se si pensa che scenderà allora “down”. Se si indovina si prende 80% della somma “investita” si parte da 20 euro. Da un semplice calcolo su un set di previsioni, mettiamo 10, se si vuole guadagnare bisogna indovinarne da 6 in poi, infatti: se ipotizziamo 10 previsioni da 20 euro (200 euro di spesa) con guadagni dell’80% con 4 previsioni errate dove si perdono 80 euro, per le restanti 6 si incassa 20+16 per ciascuna previsione esatta cioè:36×6=216 euro. Con 5 presioni esatte si perde.
Abbiamo visionato dei video in cui “esperti” si cimentano in tali operazioni facendo 8 o 9 centri su 10, forse non ci hanno mostrato i video registrati di quando hanno fatto 3 su 10.

Btp: minus e plusvalenze.

Come azzerare le minusvalenze sui btp a medio termine: prendiamo ad esempio il btp scadenza 1GN2026 con un investimento di 100000 pz attualmente quotato a 96, non tenendo conto della cedola in corso e delle altre staccate in seguito, andremo ad investire 96000 euro; a scadenza sara riscattato a 100 restituendoci 100000 euro con una plusvalenza di 4000 euro su cui andremo a pagare la tassazione in vigore. Per non vedere sfumati questi soldi in tasse possiamo azzerare la somma “coprendoci” in modo da generare una minusvalenza equivalente preventiva (è fondamentale che la minus preceda la plusvalenza altrimenti non si recupera nulla, lo zainetto fiscale vale fino a 5 anni per il recupero). Il prodotto ideale a questo scopo è il btp 1MZ26 4,5% quotato a 119 euro (la scadenza precede quella del primo btp), acquisto btp in modo da generare una minus di 4000 euro a scadenza circa 21000 pezzi pagati a circa 25000 euro saranno riscattati a 21000 a scadenza. L’operazione in toto mi consentirà di azzerare le tasse.
Chiramente le somme investite possono essere riadattate alla propria disponibilità economica ma la proporzione resta quella.

Ritorno di fiamma per i btp

Dopo l’ultimo intervento di Draghi alla Bce di Giovedi 14 Giugno i mercati dei titoli di stato si sono rassicurati e hanno iniziato subito un deciso recupero che ha generato un buon trend al rialzo, ad oggi siamo dopo 2 sedute e mezza (considerando anche in parte quella del 16) il rialzo è del 2-3% su prodotti a medio termine (15 – 20 anni). Prima di scommettere su un parziare recupero delle posizioni bisognerà aspettare almeno un’altra seduta in deciso rialzo e solo allora potremmo comprare a piene mani obbligazioni italiane mantenendole per tutta l’Estate.

Btp 5s-lega

Il fermento di questi giorni per l’accordo 5stelle e lega per un governo che promette di fare faville nei prossimi 5 anni ha preoccupato non poco il mercato dei titoli obbligazionari statali italiani a lungo termine,, in pochi giorni siamo ritornati alle quotazioni di un paio di mesi fa, nulla di preoccupante se guardiamo il grafico annuale su un prodotto a scadenza relativamente breve 14 anni

 

Come si vede graficamente lo scossone degli ultimi giorni non ha ancora rotto il trend rialzista da 1 anno a questa parte, l’unica cosa che preoccupa da questo grafico è l’aumento dei volumi  che invece non ha interessato le cadute di quotazioni di giugno 2017, sett 2017, dic 2017.

Il nostro consiglio è aspettare per questo prodotto (comunque uno vale l’altro in termini di trend anche se le barriere possono essere più o meno vicine a seconda della scadenza), prima di vendere,  la rottura del supporto poco sotto 90.

Conto corrente bancoposta click.

Un conto semplice e sicuro da gestire direttamente da casa o dall’ufficio con la possibilità di utilizzare anche gli sportelli postali, senza costi fissi (canone pari a zero), carta postamat click personale a costo zero (senza commissioni annuali, eventualmente carta credit-easy gratis, libretto di assegni gratis (promozione limitata nel tempo), estratti conto online gratis, possibilità di utilizzarare la rete di uffici postali per tutti i versamenti e prelievi di contante, possibilità di prelevare presso gli sportelli automatici atm postamat gratuitamente, postegiro gratis fino a 15000 euro, bonifici area UE per importi fino a 15000 euro gratis, ricarica postepay allo stesso prezzo di 1 euro, ricarica cellulari gratuita, pagamento bollettini postali 1 euro (scontata rispetto allo sportello), acquisto di buoni postali di ogni tipologia gratuita online, chiusura conto gratis.
Inoltre, i correntisti partecipano al programma “sconto bancoposta” che consente di risparmiare cifre tra il 2-3% sul prezzo di acquisto quando ci si reca presso negozi convenzionati (es: cisalfa, puntoshop, shell, tamoil, triunph, maggiore, euronics, fashionis etc) con l’iniziativa e si paga con la carta di pagamento bancoposta. Per il 2012 è previsto un super interesse sulla nuova liquidità (non trasferita da altro conto bancoposta intestato al titolare), fino al 4% per le giacenze medie superiori ai 3000 euro.

Informazioni carta bancoposta click: Poste italiane vogliono essere anche banca, spesso però i servizi offerti e la tempistica non si sposano con questo obiettivo; analizziamo cosa è successo ad un nostro utente (e potrebbe capitare anche noi): non riusciva a fare prelievi allo sportello bancomat con la carta bancoposte, si è recato allo sportello e si sono accorti che la carta era smagnetizzata, in una qualsiasi banca il consulente risolve il problema ritirando la vecchia carta e consegnando immediatamente una nuova (attivata nelle successive 24h, il cliente preleva la somma desiderata in contanti allo sportello bancario), allo sportello di poste italiane “banca” non era possibile fare prelievi (ogni operazione di prelevamento dal conto passa via carta), per tamponare il disservizio l’addetto poste ha emesso un assegno circolare intestato al titolare del conto che è stato portato all’incasso contestuale, in questo modo è riuscito a dare il denaro che serviva al cliente.
Analizziamo le anomalie e le cause di quanto è successo, la carta di pagamento di poste italiane è un bancomat con funzioni di carta di credito, questo potrebbe essere uno dei motivi per la mancata sostituzione immediata, la stranezza risiede nel fatto che non si possono prelevare contanti allo sportello dal proprio conto senza carta abbinata al conto stesso (potrebbe essere una forma di sicurezza), l’emissione di un assegno circolare (denaro contante a tutti gli effetti, l’importo viene detratto immediatamente dal conto) ha risolto il problema consentendo al cliente di aggirare il problema.
Attenzione a dove riponete la vostra carta bancoposta si potrebbe smagnetizzare, potreste trovarvi nella situazione di non poter disporre della somma desiderata in alcun modo, nei prossimi giorni verificheremo se l’emissione dell’assegno può essere richiesta solo all’ufficio postale scelto come riferimento (dove è depositata la firma del cliente) del conto o in tutti indifferentemente.

Titoli di Stato (BOT, BTP, CCT, CTZ)

  • BOT (Buoni Ordinari del Tesoro) Sono al portatore e vengono emessi ogni 15 giorni con decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, che sancisce: la scadenza, la quantità massima collocabile e la durata dell’operazione di collocamento.
    La Banca d’Italia si occupa del collocamento attraverso un’asta competitiva sul prezzo (i risparmiatori possono partecipare a tali aste tramite i lor broker).Segui un nostro investimento in tempo reale Bot scadenza 14 Sett 2007.
    Tassazione BOT
  • BTP (Buoni del Tesoro Poliennali) Titoli al portatore emessi mensilmente (trentennali) e ogni 15 gioni (tutti gli altri BTP) dal Ministero del Tesoro con un’asta marginale sul prezzo, con cadenza mensile per i BTP trentennali e quindicinale per gli altri BTP. La Banca d’Italia si occupa del collocamento imponendo un talgio minimo da 1.000 euro.

  • CCT (Certificati di Credito del Tesoro) Titoli a tasso variabile indicizzati al rendimento dei BOT semestrali o annuali. L’emissione avviene attraverso un’asta marginale sul prezzo alla quale partecipano le banche e le società di intermediazione immobiliare note alla Consob.
  • CTZ (Certificati del Tesoro a Zero coupon) Titoli a tasso fisso. Collocazione con asta marginale sul prezzo.

    Vi consiglio di non comprare mai a “mercato” i BOT (o gli altri titoli di stato), fissare un prezzo (tipo come si fa per le azioni e valutare anticipatamente quanto si guadagnerà in base al prezzo di entrata: a volte risulta conveniente comprare titoli già venduti all’asta e trattati normalmente sul mercato con scadenze varie. In ogni caso i titoli di stato è meglio comprarli/prenotarli al borsino della propria banca, se si ha un pò di fortuna si riescono ad acquistare solitamente circa 1/3 dei pezzi prenotati senza pagare la commissione bancaria (mediamente del 0,185% tranne nei casi in cui è fissa – fineco ha una commissione di 9 euro)

    Alcune banche offrono l’opportunità ai propri di clienti di acquistare titoli di stato in asta direttamente da casa, Fineco è un esempio, il cliente senza recarsi in filiare può comodamente partacipare alle aste periodiche e per i titoli a medio lungo termine non pagare nemmeno la commissione. Per i BOT invece è revista una commissione commisurata alla durata residua del titolo

    DURATA RESIDUA COMMISSIONI RELATIVE
    fino a 80 giorni 0,025%
    da 81 a 170 giorni 0,050%
    da 171 a 330 giorni 0,075%
    oltre i 331 giorni 0,10%

    Il cliente può cercare da solo le aste in corso presso il sito del Ministero del tesoro dedicato alle ipo (sezione investing accedere a ipo center).

    Ricordiamo che per l’acquisto di titoli di stato è richiesta una commisione bancaria che può essere salatissima se si acquista sul MOT tramite borsino della banca (anche fino allo 0,5%), per gli acquisti online tale commissione scende fino a valori intorno allo 0,2%; infine, chi acquista all’asta titoli di stato non paga alcuna commisione bancaria, sarà lo Stato a rimborsare la commissione dovuta alla banca (ricordiamo che non tutte le prenotazioni di acquisto all’asta vengono soddisfatte, spesso la domanda supera abbondantemente l’offerta).

    Novità in tema di titoli di stato: CCTeu (CERTIFICATI DI CREDITO DEL TESORO INDICIZZATI ALL’EURIBOR): titoli a tasso variabile per cui è prevista una durata, di norma pari a 7 anni e non inferiore ai 5 anni. Le cedole semestrali sono indicizzate al tasso Euribor 6 mesi. Per questa nuova tipologia di titoli (prima emissione Giugno 2010) è previsto il collocamento nell’asta di fine mese. Secondo le indicazioni del Ministero dell’ Economia e delle Finanze questi titoli andranno a sostituire nel tempo gradualmente i CCT.

    BTPi (BUONI DEL TESORO POLIENNALI INDICIZZATI ALL’INFLAZIONE EUROPEA): titoli che hanno il capitale rimborsato a scadenza e le cedole pagate semestralmente rivalutati sulla base dell’Indice Armonizzato dei prezzi al Consumo dell’area euro al netto dei prodotti a base tabacco. Solitamente sono collocati nell’asta di fine mese.

 

Obbligazioni.

Le obbligazioni si dividono in societarie e convertibili in azioni, nel primo caso l’obbligazione e un titolo di credito che garantisce a colui che la porta o esibisce il dirito reale di essere un creditore (è a tutti gli effetti un debito per chi la emette – Stato o ente pubblico, società private o istituto di credito che sia).
Nel caso di obbligazioni convertibili, esse ad una data fissata e nei termini stabiliti (di concambio o di valore) possono essere trasformate in azioni della stessa società emittente (se questa chiaramente è quotata in borsa).

La diversificazione dell’investimento è fondamentale per chi vuole operare con strumenti finanziari a rischio, spesso conviene lavorare anche con obiettivi temporali diversi (breve, medio o lungo termine), molte obbligazioni garantiscono il capitale investito (attenzione non è una cosa scontata con gli strumenti finanziari) e in più assicurano un guadagno minimo, se invece si opta per strumenti più rischiosi si acquistano obbligazioni indicizzate all’andamento dei mercati finanziari (non solo non è garantito il guadagno ma è a serio rischio il capitale investito).
Prima di acquistare informarsi preventivamente sul regolamento di investimento specifico per ogni tipologia di obbligazione.

CERTIFICATI – CERTIFICATES

Sono dei prodotti finanziari di investimento che consentono di avere dei buoni guadagni ai clienti in condizioni favoravoli di mercato e spesso anche in condizioni non troppo sfavorevoli.
I cd Certificates si basano sull’andamento dei mercati azionari scelti come riferimento (mib30, dax30, cac40, Nikkei etc) consentendo di moltiplicare i guadagni e al contempo di proteggere il capitale investito.
Se il benchmark preso a riferimento sale si sovraperforma l’indice nel rendimento, se scende e si mantiene sopra una soglia di protezione si continua a guadagnare, se sfonda tale soglia si segue l’andamento dell’indice.
I Certificati rappresentano per l’investitore privato la possibilità di accesso alle strategie di invesitmento riservate spesso agli investitori istituzionali (banche, istituiti di assicurazione, fondi comuni di investimento); l’investimento può essere anche minimo e può riguardare tematiche di forte attualità.

Banca Fineco offre l’opportunità ai propri clienti di operare con i certificati su un mercato secondario: SSo di Fineco.

Hedge Found.

Se avete un’alta propensione al rischio e siete clienti facoltosi, gli istituti di credito vi possono concedere di investire con tali strumenti finanziari, fondi poco regolamentati che non hanno l’obbligo di rendere note le partecipazioni (la composizione in azionario, obbligazionario etc) presenti nel portafoglio (obbligo per i fondi classici).
Chi gestisce tali fondi opera in modo alquanto spregiudicato prendendo parte ad operazioni puramente speculative (che spesso risultano incisive visto la mole di denaro che spostano), che orientano un titolo e spesso anche un indice in periodi di indecisione.

Fate attenzione questo tipo di investimento è seguito da gestori che non sempre riescono a conseguire profitti brillanti dal loro operato sui mercati finanziari, tali strumenti sono considerati ad elevato rischio, destinate solo una piccola parte dei vostri risparmi a tale soluzione.

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Fondi di Investimento.

 

Oltre alle commissioni (spese di intermediazione dell’istituto di credito) di entra e di uscita da uno strumento finanziario, ci possono essere le cd commissioni di performance, tali costi si aggiungono a quelli abituali di ogni operazione se il rendimento ottenuto in un fissato periodo è risulto essere maggiore di un paramentro stabilito a priori.

Alcuni broker non prevedono tale commissione agevolando la chiusura profittevole di un’operazione finanziaria (speculativa).
Alcuni fondi/sicav si dicono armonizzati quando sono in regola con le disposizioni sugli organi di investimento collettivi di risparmio dell’Unione Europea.
Se il gestore del fondo sceglie arbitrariamente e secondo una sua analisi quale deve essere la composizione del fondo (quali titoli acquistare o vendere) senza occuparsi delle oscillazioni del mercato azionario (indice di riferimento benchmarch), si parla di gestine attiva del fondo, il trend del benchmark o semplicemente il suo valore viene attaccato (nel senso che si cerca di sovraperformarlo) cambiando la composizione del pacchetto (maggior peso ai comparti più promettenti (stock picking): es telefonici, bancari, assicurativi o della new economy, sempre senza sovraesporsi in un solo settore) azionario presente in portafoglio.

La bontà di un fondo la valuto confrontando il suo rendimento sul benchmark (indice di riferimento di un mercato finanziario es. se nel fondo sono presenti titoli azionari del mib30, il fondo è gestito bene se nel medio termine da prestazioni superiori all’indice mib30).